Gli ultimi mesi sono stati molto difficili per Gianni Morbidelli. L’uomo da venerdì è tornato a casa, nei giorni scorsi è stato sottoposto a un delicato intervento alla vescica per un tumore. “Sono stato operato d’urgenza, mi hanno trovato un tumore. Ma se non fosse stato per l’urologo, che si è accorto della gravità del caso e ha disposto immediatamente l’intervento chirurgico, mi avrebbero di nuovo dimesso come avevano già fatto la prima volta. Ho rischiato di morire per emorragia solo perché non mi volevano ricoverare”, racconta a ‘Il Resto del Carlino’.
“Ma quel che è successo a me potrebbe accadere a chiunque. Capisco bene che siamo in tempo di pandemia, che i ricoveri aumentano, gli ospedali sono sotto pressione. Però chi come me soffre di una patologia grave, non può essere trascurato solo perché ha anche il Covid e non ci sono abbastanza posti letto in ospedale per i pazienti positivi”.
I dettagli sul suo problema di salute: “il 29 dicembre mi sono accorto che c’era del sangue insieme all’urina. E non qualche goccia di sangue: usciva a fiotti. Alla sera ho chiamato il 118, è venuta l’ambulanza e mi ha portato in Pronto soccorso. Mi hanno fatto il tampone rapido ed è venuto fuori che ero positivo. Così sono stato spostato nell’area riservata ai contagiati, e nel frattempo mi hanno fatto vari esami e ho fatto la visita con l’urologo. Dopodiché, con mia sorpresa, mi rimandano a casa”.
“Mi hanno tolto due polipi, uno di 2 centimetri, l’altro più piccolo. Mi hanno cicatrizzato la ferita e messo il catetere, che devo portare ancora per un po’. Sono stato dimesso il 14 gennaio, nel frattempo sono guarito dal Covid. Il 31 devo tornare per la visita, lì mi diranno se è un tumore benigno o maligno: incrocio le dita… Ma andrò fino in fondo a questa storia: quando starò meglio mi rivolgerò a un avvocato, perché intendo fare denuncia”.
