La data di nascita sulla carta d’identità lascia di stucco: 21 luglio 2000. Ventuno anni ancora da compiere e già una caterva di gol segnati, utili per disintegrare record ogni volta che mette piede in campo.

I numeri di Erling Haaland sono da capogiro, cifre pazzesche per un attaccante giunto sul palcoscenico internazionale da poco più di due anni, ma già capace di scalare classifiche e gerarchie. Reti a getto continuo, senza soluzione di continuità, come dimostra la doppietta segnata contro lo Schalke nello 0-4 rifilato dal Dortmund alla squadra di Gross.
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Rovesciata

Che la conclusione arrivi di testa, di sinistro o di destro l’esito è sempre lo stesso: gol. Questa volta però Haaland si è superato, lanciandosi in una semirovesciata che ha lasciato di stucco non solo il portiere avversario, ma anche compagni e avversari. Una perla di rara bellezza, coincisa con la rete numero 27 in stagione, dopo aver segnato la 26ª qualche minuto prima. Sono 43 gol in 43 partite giocate con la maglia del Borussia Dortmund, una media di poco inferiore a quella tenuta con il Salisburgo, con cui Haaland ha segnato 29 gol in 27 partite. Una macchina perfetta, un cyborg progettato per segnare in qualunque modo e in qualunque competizione, come dimostrano i suoi numeri in Champions League.
Fenomeno da Champions

Se i numeri di Haaland in campionato impressionano, quelli in Champions League lasciano davvero senza parole. Il gigante norvegese infatti ha messo a segno 18 gol in 13 partite disputate nella massima competizione europea: mai nessuno aveva impiegato così poco tempo per segnare questa quantità di reti nella storia della Champions League. Statistiche imbarazzanti che andranno aggiornate di gara in gara perché, Erling Haaland, non sbaglia mai quando sente l’odore del gol.
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— Stefan Buczko (@StefanBuczko) February 20, 2021

