La lotta contro il cancro e quelle notti insonni a piangere, Nela racconta il suo calvario: “ho pensato al suicidio”

Il responsabile della Roma femminile ha raccontato gli anni duri della malattia, rivelando di aver pensato anche al suicidio

Una lotta durissima, una battaglia lunga e complicata contro il cancro che Sebino Nela sta affrontando con il sorriso sul volto e la determinazione in corpo.

nelaUn male subdolo e vigliacco, da cui in questo momento l’ex Roma pare esserne uscito, anche se dovrà sottoporsi a breve ad un altro intervento. Intervistato dal Corriere dello Sport, il responsabile della Roma femminile ha rivelato: “con quello che ho passato, diciamo che sto bene. Devo fare un’altra operazione a breve. Più breve tempo possibile. Sarà la quarta. Non ce la faccio più. Ho il retto addominale aperto, le viscere spingono, mi esce sempre questo bozzo non bellissimo da vedere. Devo fare pulizia di un po’ di schifezza e mettere una rete di protezione. Dopo di che, continuerò i miei controlli ogni sei mesi. Due anni e mezzo di chemio non sono uno scherzo. Ti guarisce una cosa e te ne peggiora un’altra. Ho avuto degli attacchi ischemici. Ma la pressione è a posto, prendo tre pasticche al giorno e faccio la mia vita normalissima. Ho pensato al suicidio negli anni duri della malattia, ma non ho mai trovato il coraggio“.

Una battaglia durissima, che Nela ha continuato a combattere: “la cosa brutta del tumore è che gioisci, dici ho vinto, e poi scopri che a distanza di sei, sette, otto anni ritorna. Il cancro quando arriva non ti lascia più. Torna come realtà o come minaccia. Sta sempre lì. Ho metabolizzato il fatto di convivere con il rischio di morire. Non so quante volte mi sono ritrovato di notte a piangere nel letto. Ci ho pensato un miliardo di volte. E sai che ti dico, se domani dovesse succedere, ‘sti cazzi. Ti parte un film di tutto quello che hai fatto, il bene e il male. Alla fine, sono soddisfatto della persona che sono. Non ho rimpianti, posso morire anche domani“.