NBA, Anthony Davis ed i suoi Pelicans sono stati eliminati nella notte dai playoff per mano di Golden State, troppo forti gli Warriors per questa versione di New Orleans. Il fenomeno dei Pelicans è uscito dal campo a testa bassa, consapevole di non aver avuto neanche una chance contro i campioni in carica. Adesso però, l’obiettivo numero 1 nella testa di Anthony Davis è quello di continuare ad avvicinarsi alle squadre di vertice, tentando di competere per traguardi sempre più elevati. Migliorare questi Pelicans però non sarà semplice in estate, dato che ci sono alcune grosse incognite che pendono sulla testa della franchigia. Analizziamo dunque la questione salariale e le possibili mosse di New Orleans.

Partiamo subito col dire che la franchigia ha già sul “groppone” 96 milioni di dollari di contratti garantiti per la prossima stagione, 52 dei quali occupati dal duo Davis-Holiday. Tra questi non ci sono i contratti di Cousins e Rondo, due che di certo batteranno cassa in estate, free agent anche Clark. Insomma, il roster si alleggerirà di alcuni nomi di spessore e rifirmarli non sembra essere il compito più semplice al mondo, sopratutto per quanto concerne Cousins. Sul centro ci sono da fare anche alcune valutazioni di tipo tecnico, dato che la sua integrazione nella squadra di Anthony Davis non sembra essere ottimale. I quesiti però sono molteplici. C’è da fare un’altra considerazione importante relativamente a Cousins: ci sono sul mercato altri free agent di livello disposti a sbarcare ai Pelicans? Non c’è la fila, per usare un eufemismo. Di certo, dal punto di vista della “struttura” del roster, farebbe più comodo un Paul George, senza scomodare re LeBron. Anche la questione Rondo si apre a diverse interpretazioni. Nei playoff ha mostrato tutti i suoi alti e bassi, ma con l’età che avanza forse sarebbe meglio costruire qualcosa di più solido attorno a Davis. Quest’ultimo merita una squadra di spessore, ma alcuni contrattoni bloccano l’esplosione dei Pelicans. Solomon Hill ad esempio ha altri due anni a circa 12 milioni di dollari ed assieme ad Ajinca ed Okafor arrivano ad occupare 20 milioni di salary cap che si sarebbero potuti spendere senz’altro meglio. I Pelicans non hanno per la prossima stagione scelte al primo giro, nè potranno usare la scelta del 2019 per usarla “pedina” di scambio in qualche trade, dato che per regolamento non è possibile privarsi della prima scelta per due anni di fila. Insomma, una situazione abbastanza statica, rafforzare New Orleans non sembra un compito semplicissimo, ma entro due anni si dovranno fare passi avanti, altrimenti si rischia di perdere Davis allettato (in caso di scarsi risultati nei prossimi anni) dalla free agency dell’estate 2020.
