L’inizio della sua avventura con la Honda non è certamente come se lo immaginava, Jorge Lorenzo continua ad arrancare e non riesce a stare al passo con il compagno Marquez e con gli altri top riders.

Una situazione incresciosa che il maiorchino ha provato a risolvere volando addirittura in Giappone, cercando insieme ai tecnici delle soluzioni che gli possano permettere di migliorare le sue prestazioni. Interrogato dalla Gazzetta dello Sport, Lorenzo ha ammesso: “qui e ad Assen vedrete novità ergonomiche, altre più avanti. La Honda non è contenta dei miei risultati, come non lo sono io. Però, come non ero un dio l’anno scorso, altrettanto non sono un disastro oggi. In questo momento indosso una scarpa perfetta per Marquez, ma che per me è mezzo numero più piccola e con anche la suola non adatta. E io con quella scarpa devo correre una maratona. Ho vinto 5 titoli e tante gare, ma in questo momento non riesco a fare meglio di 11°. Se avrò una scarpa più comoda potrò avvicinarmi ai primi. In Yamaha, io e Valentino Rossi abbiamo reso la M1 sempre più facile e giusta per noi, la Honda è andata invece nella direzione opposta e la guida e lo stile di Marquez hanno accentuato certe scelte. Che non sono sbagliate, per lui sono perfette“.

Niente addio però, Lorenzo ha smentito le voci di un viaggio in Giappone per rompere il contratto: “questo è quello che mi dà più fastidio, creare notizie. Per creare sensazionalismo o, a volte, anche per farti del male. Non dico che non sono preoccupato e non ci penso tutto il giorno, perché è proprio quel che succede. Però c’è un momento per tutto, allenarsi, dormire, divertirsi, anche se ultimamente succede molto poco. Finché non provi una moto non sai cosa troverai, se ti è piccola, se è nervosa, se il motore ti piacerà… Forse però non siamo così lontani come può sembrare. Le accuse di Marquez? Secondo me lui non deve essere preoccupato, perché, come è giusto che sia, la priorità della Honda è e continuerà a essere Marquez. Stia totalmente tranquillo, sarà sempre lui a fare lo sviluppo. A me piacerebbe però che la Honda facesse il massimo per accontentare il secondo pilota, che ora sono io, e di fidarsi di lui. Non c’è rischio, se va bene migliorerà il risultato del secondo pilota e pure degli altri, e magari aiuterà anche Marquez“.

Lorenzo poi è tornato a parlare della scritta sul casco ‘Non sono un grande pilota, sono un campione’, detta in risposta alle parole dell’a.d. Ducati Domenicali: “non ho detto nessuna bugia. Un grande pilota può essere uno che non è campione: Miller è un gran pilota, Petrucci, Rabat, Bautista lo sono. Ma un campione è un campione della MotoGP. E io lo sono tre volte“.

