Una nuova stagione è ormai iniziata, i test pre-stagionali sono terminati e nel prossimo week-end il Mondiale di MotoGp debutterà ufficialmente con il Gran Premio del Qatar.
La Ducati e Dovizioso sono pronti per questa nuova avventura, con l’obiettivo di raggiungere quel titolo iridato che manca da troppo tempo. Il peso che si porta addosso il pilota forlivese non è di quelli leggeri, ma ai microfoni della Gazzetta dello Sport ha provato a mettere le cose in chiaro: “un pilota dovrebbe essere giudicato per tutta la sua storia, non solo per qualche stagione: con me, si fa l’errore di guardare solo la MotoGP, dove sono sempre stato nei primi 5-6, ma non ho mai vinto il titolo. Per questo vengo visto come uno non troppo veloce. Ma, prima della MotoGP, ho vinto o me la sono giocata in tutti i campionati. Sicuramente la Ducati è migliorata: abbiamo lavorato duro per anni e nel 2017 l’abbiamo portata a un certo livello. Non credo sia un demerito, tutt’altro. Ma nel mio periodo, in Ducati sono passati piloti forti e campioni: se la moto fosse stata così superiore come certi sostengono, bisognerebbe considerare tutti gli altri scarsi“.

Sull’arrivo di Lorenzo in Ducati: “è normale che, dopo l’arrivo di Lorenzo, io sia stato spronato a lavorare ancora più duramente per dimostrare il mio valore. Ma così fanno tutti. A volte accadono cose che ti fanno rendere di più o di meno, ma collegare i miei risultati al suo ingaggio in Ducati mi sembra una stupidata. Jorge non è mai stato competitivo nel 2017, non si è proprio visto, eppure in quell’anno sono stato l’unico con la Ducati a essere veloce. In definitiva: tutto serve, ma collegare la mia crescita a questo episodio è sbagliato. Il contributo di Lorenzo è stato importante nella crescita della moto, ma che Jorge abbia dato indicazioni decisive per migliorare certi aspetti, mi sembra un po’ esagerato“.

Il Dovi ha poi proseguito: “nella strategia sono particolarmente forte. Ma se fossi solo uno stratega, e lento come qualcuno sostiene, allora gli altri piloti sarebbero veramente scarsi a prendere paga da me. La qualifica? Ognuno fa i tempi a proprio modo e con le proprie caratteristiche di guida. Per me è un po’ più complicato, ma è facile puntare il dito su una cosa in cui uno non eccelle come gli altri. Posso certamente migliorare“.

