MotoGp, l’avvertimento di Biaggi a Viñales: “Yamaha libro complicato, Valentino Rossi è… ingombrante”

Il Corsaro ha parlato della stagione di MotoGp che sta per cominciare, soffermandosi anche su Valentino Rossi e sulle sue possibilità di vincere il decimo titolo mondiale

Due ruoli da svolgere contemporaneamente, tornando finalmente a respirare a pieni polmoni l’aria del paddock. Max Biaggi si prepara a vivere una stagione esaltante, seguendo da un lato il suo Max Racing Team in Moto3 e l’Aprilia dall’altro nel ruolo di testimonial.

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Due impegni che non spaventano il Corsaro, pronto per queste due particolari sfide: “sarà facilissimo – le parole di Biaggi alla Gazzetta dello Sport – durante i GP avrò un ruolo di immagine nel box Aprilia e sarò vicino ai piloti per aiutarli. La conduzione del mio team è invece affidata a Peter Oettl che farà il grosso con il capo-meccanico Emanuele Martinelli, io curerò i rapporti con gli sponsor e fungerò da patron. Qualcuno era con noi l’anno scorso e altri con me ai tempi dell’Aprilia, poi ho cercato il meglio, gente che ha vinto Mondiali in passato. Torno perchè ho una voglia di competizione innata nel Dna, non potendo essere più un pilota, un team è la cosa più facile. Abbiamo aspettative alte ma profilo basso, sarei contento di una Top-5 a salire. Canet? È molto veloce, deve gestire l’aggressività e non ha bisogno di pressioni aggiuntive. Poi servirà un po’ di fortuna per evitare infortuni e sperare che tutto vada per il verso giusto”.

valentino rossi
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Biaggi ha smesso, Valentino Rossi invece continua a correre in MotoGp: “la nostra rivalità era speciale perchè vera, anche la più seguita come fazioni coinvolte” prosegue il Corsaro. “Ho letto che mi ha considerato il suo rivale principale ed è una dichiarazione di stima, se apprezzi quello che non hai più vuol dire che ti piaceva e ti manca. L’ho trovato piacevole. Lui come team manager ha iniziato prima di me con la VR46 e col team Gresini è la realtà più competitiva della categoria. Ora si inizia presto a correre, a 40 anni saranno stufi. Potenzialmente Marquez e Lorenzo potrebbero, ma non li vedo sulla breccia fino ai 40. Vincere il titolo a 40 anni? Io conosco uno che ce l’ha fatta (come Max in Superbike a 41 anni) e non metterei limiti alla provvidenza perché Valentino non è affatto stufo. Io lo vedo da corsa. Dargli consigli? Anche no”.

Ph. sito ufficiale Honda

Biaggi poi si concentra sul Mondiale di MotoGp: “la Ducati ce la può fare, la vedo vincente in Qatar perché per me in inverno si è nascosta e credo abbia tanta fantasia e potenzialità da mettere sul piatto, ma i giapponesi non scherzano. Dovi è un buon pilota per lottare per il Mondiale, ma battere i fenomeni è un altro discorso: contro di loro è difficile anche se hai un ottimo mezzo. Mi riferisco a Marquez, sicuramente, e anche Lorenzo: se è in palla non lo escluderei. Jorge andando alla Honda a casa di Marc ha fatto un all-in giocandosi tutto: serve coraggio, dopo non hai più scuse. Scintille fra i due? Non so, ma è una cosa che sperano in tanti per far andare l’inchiostro della penna. La Yamaha? E’ un libro complicato da leggere se non ci sei dentro: è difficile capire come mai un pilota dica una cosa della M1 e l’altro una diversa. Comunque decidono sempre i risultati: finché Viñales non sarà costantemente più veloce di Rossi è difficile buttarsi a testa bassa nella sua visione della moto. Rossi, poi, è ingombrante: ha il suo peso nelle corse, figurati in un team. Questo Mondiale comunque mi piace molto, Dorna sta facendo un bel lavoro. Sui dualismi, certo, ne manca uno come fra me e Valentino, anche se Rossi-Marquez tira. In Spagna la rivalità Lorenzo-Marquez va, noi abbiamo Rossi-Dovizioso: però Dovi deve fare un po’ di muscoli per lottare con Vale come peso mediatico“.

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