Avversario leale, idolo d’infanzia. Niki Lauda è stato questo e altro per Mattia Binotto, cresciuto assistendo alle imprese del pilota austriaco e di Regazzoni al volante della Ferrari.

Immagini scolpite nella mente dell’ingegnere reggiano, che ha espresso la propria commozione sul sito ufficiale della scuderia di Maranello: “i miei ricordi di Lauda sulla Ferrari fanno parte dell’infanzia quando da bambino vedevo lui e Regazzoni vincere con il Cavallino Rampante sulle piste di tutto il mondo. Avevo meno di dieci anni e nel mio immaginario era un cavaliere senza paura. Una volta in Formula 1, il mio rapporto con Niki è sempre stato di stima reciproca. Credo che grazie alla sua bravura e al suo indubbio carisma abbia contribuito a far conoscere e amare nel mondo il nostro magnifico sport. Ricordo con affetto quella volta in cui mi disse che con il mio approccio svizzero sarei stato la persona adatta a mettere ordine nell’italianissima Ferrari. Dopotutto Niki era così, una persona schietta e diretta con la quale non sempre si era d’accordo ma cui non si poteva non voler bene”.

