Sono passati più di tre giorni dalla tragica scomparsa di Kobe Bryant, ex stella NBA amatissima in tutto il mondo. Il Black Mamba è morto domenica a causa di un incidente aereo insieme alla figlia Gigi e altre 7 persone. Una notizia che ha devastato tutto il mondo, a partire dalla famiglia di Bryant, fino a colpire tutto il mondo del basket americano e mondiale.

I Lakers si sono presi un po’ di tempo per metabolizzare bene la notizia ed il doloro lutto, riuscendo anche ad ottenere il rinvio del derby contro i Clippers, ma adesso è ora di tornare in campo ed in vista della prossima sfida tutto il team è tornato ad allenarsi.
“Nel resto della stagione vogliamo rappresentare quei valori che Kobe ha portato avanti nella sua carriera. È il nostro obiettivo da tutto l’anno, lo è ancora di più adesso“, solo Frank Vogel, coach dei Los Angeles Lakers è riuscito a parlare, gli altri “lo faranno quando sono pronti”.

“Quando abbiamo avuto conferma, mi sono assicurato che tutti i giocatori lo sapessero. Alcuni l’avevano già visto, altri non lo sapevano“, ha continuato il coach, che per i suoi ragazzi aveva organizzato un allenamento facoltativo: “per riprendere confidenza col pallone, con quello che fanno di solito. Poi abbiamo pranzato tutti insieme e abbiamo elaborato come una famiglia quello che era successo. Questa tragedia ha confermato quello che già sapevo: che siamo diventati una famiglia molto in fretta, che questo gruppo ha imparato a rispettarsi e a vivere insieme“.
“Kobe è stato il più temuto giocatore Nba per un’intera generazione, ha lasciato un’influenza profonda sull’Nba tutta, il basket e i suoi tifosi in giro per il mondo: la sua eredità si sentirà per sempre. Sarà terapeutico giocare, come lo è fare qualsiasi cosa che ti permetta di superare questa tragedia“, ha concluso.
