Una tragedia immane, un colpo durissimo da incassare e una ferita sul cuore che difficilmente si rimarginerà.
La morte di Daniel Guerini, talento 19enne della Lazio scomparso in seguito ad un incidente stradale, ha gettato nello sconforto i suoi genitori che mai si sarebbero aspettati di vivere questa situazione. Un vero e proprio incubo per mamma Michela, affranta ai microfoni del Messaggero: “quella sera prima dell’incidente mi ha detto che non tornava a cena. Io ho fatto un po’ i capricci e lui mi ha risposto: ‘non ti preoccupare mà non faccio tardi anche perché non si può, torno presto da te’, ma non l’ho più visto. Mi hanno strappato via il cuore“.
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Dolore
Sono giorni terribili per la mamma di Daniel Guerini, costretta a fare i conti con un dolore mai provato in tutta la sua vita: “il destino mi ha messo di fronte tante prove – le parole della signora Michela – ma non credevo mai mi togliesse un figlio. Ogni volta che rientrava a casa si sedeva sulle mie gambe, lo faceva sempre e io gli dicevo Guero, figlio mio non ce la faccio alzati, pesi. Ma lui era così”. Ricordi dolci e al tempo stesso terribili, che riaffiorando nella mente di mamma Michela accanto alla consapevolezza che il suo Daniele non varcherà mai più la porta di casa: “ogni volta che tornava mi ripeteva sempre ‘Mà che mangiamo? Ho una fame mostruosa’. Non riesco a immaginarmi una vita senza di lui“.
Un campione
Un destino atroce, che sembrava aver invece aver sorriso a Daniel Guerini, tornato a casa dopo un lungo girovagare: “era felice perché era tornato a casa dopo anni passati in giro per l’Italia. La sua squadra del cuore gli aveva fatto un contratto di tre anni dopo che fin da quando era piccolino tirava calci al pallone. Ha giocato con la giovanile della Fiorentina e poi ancora con quella del Torino. Daniel era un campione con il suo sinistro e non lo dico perché era mio figlio. Noi l’abbiamo sempre seguito in tutti i campi su cui ha giocato, siamo finiti perfino in Romania e poi in Germania. Oltre a essere la mia vita, Daniel era unico. Non si abbatteva mai e dava forza a tutti con la sua caparbietà“.
