Il primi calci dati di nascosto e il sogno Mondiale, Chiara Marchitelli svela: “i miei non volevano che giocassi”

Il portiere azzurro racconta la sua crescita e i sacrifici compiuti per arrivare fino al mondiale, rivelando di aver iniziato a giocare a centrocampo

Quando era piccola andava al campo di nascosto, perchè i suoi genitori non volevano che giocasse a calcio. Tanti anni dopo, Chiara Marchitelli si è qualificata ai Mondiali in Francia con la Nazionale Italiana, un traguardo pazzesco che non avrebbe immaginato mai di raggiungere.

Gioca in porta, ma la sua carriera è iniziata a centrocampo, prima di scoprire il suo talento tra i pali: “l’allenatore era Sergio Guenza, un grande tecnico che è stato anche Ct della Nazionale femminile. Giocavo a centrocampo e non volevo assolutamente andare in porta” rivela Chiara in conferenza stampa. “Dopo quella partita impiegò un anno a convincermi. Da piccola volevo fare la tuffatrice, ma vivevo in un piccolo paese in provincia di Roma ed era complicato, anche perché non c’era nemmeno la piscina. Tania Cagnotto, Federica Pellegrini e Roger Federer sono gli atleti che ammiro di più. Buffon? Nel mio ruolo è un’istituzione. L’Australia? Ho visto alcuni video di Sam Kerr, un’attaccante molto potente. La sua forza, come quella dell’Australia, è l’aggressività. Noi, sembra banale dirlo, puntiamo sul gruppo: non importa chi scende in campo, ognuna fa il tifo per l’altra e questa è la nostra arma in più“.

Cominciare a giocare non è stato facile: “questa è un’esperienza nuova pure per me, anche se ho disputato un Mondiale Under 19. A due giorni dall’esordio inizia a farsi sentire l’emozione, ma ripenso anche a dove siamo arrivate rispetto a quando ho iniziato a giocare. Il calcio femminile lo conoscevano in pochi, anche mia mamma non era contenta. E’ stato complicato, ho iniziato ad andare al campo di nascosto ad allenarmi con il mio migliore amico. Una delle mie più grandi soddisfazioni è stato anni dopo quando mi ha detto che avevo fatto la scelta giusta. Noi avevamo i campi in terra a Roma, non c’era nessuno a vederci. Ho visto l’evoluzione del calcio femminile in Italia e quello che è successo negli ultimi anni non l’avrei mai potuto immaginare. Era ora“.