Il Milan vede allontanarsi la zona Champions League. Il pareggio interno contro il Sassuolo rappresenta una frenata forse decisiva per la corsa all’Europa che conta. I rossoneri devono per forza di cose esaminare quanto fatto in questa annata, per andare a colmare le lacune presenti in rosa e di conseguenza anche il gap con chi sta davanti in classifica in vista della prossima stagione. Gattuso di certo avrà notato che la difesa milanista si è “inquadrata” a dovere dal suo arrivo, con la coppia centrale Bonucci-Romagnoli che ha fatto faville e rappresenta una garanzia dalla quale ripartire nella prossima stagione. Ciò che invece non va affatto bene è l’attacco. Come sempre nell’analizzare i numeri, va considerata l’intera fase offensiva e non il lavoro del solo tridente del Milan. Fatto sta che i gol messi a segno sono stati solo 43 in campionato, 1,39 a partita. Il Milan nella speciale classifica dei gol segnati si piazza al 10° posto, troppo poco per un club che ambisce ai primi 4 posti in classifica. C’è però un altro dato che porta a “spostare” le colpe sugli attaccanti. Il Milan infatti crea tanto, ma realizza poco. Decimo posto in classifica come realizzazioni, ma terzo posto in quanto a tiri verso la porta avversaria, ben 427 dietro al Napoli. Insomma, il Milan arriva in porta ma non concretizza, è proprio questo il nocciolo della questione. Kalinic, Andrè Silva e Cutrone sono finiti nel mirino delle critiche ed i numeri di certo non ‘supportano’ i tre attaccanti rossoneri. Al Milan serve un bomber vero, uno da 35 gol in stagione, un tassello che manca da troppo tempo.
“Milan, abbiamo un problema”: con questo attacco (10° in Serie A) non si va da nessuna parte!
La Champions League sta sfuggendo di mano al Milan dopo l'incredibile rimonta messa in piedi da Gattuso dal momento del suo arrivo in rossonero
