Giorni intensi, visite mediche e firma sul contratto. Passaggi fondamentali per diventare un giocatore del Milan, un sogno che si realizza per Piatek. L’attaccante polacco ha finalmente cominciato la sua avventura in rossonero, conoscendo i compagni e mettendosi a disposizione di Gennaro Gattuso, che potrebbe anche lanciarlo tra i titolari domani nel match contro il Napoli.

L’ex Genoa intanto lavora e si gode il momento, svelando le sue sensazioni ai microfoni di Prezglad Sportowy, una delle principali testate sportive della Polonia: “ho dormito poco di recente, sono giorni concitati ma devo cercare di concentrarmi per lavorare duramente. È tempo di calmarsi dopo questo periodo a mille, caratterizzato da firme e presentazione. Mi trovo in un grande club, mi hanno accolto benissimo, tutti mi aspettavano. E quando ho visto la stanza dei trofei sono rimasto a bocca aperta, mi sentivo dentro una fiaba. Con Gattuso invece devo ancora parlare, finora non c’è stato tempo per andare al di là di qualche battuta cortese. Non si può rifiutare un club come il Milan, non sono venuto qui per accomodarmi in panchina e per fare presenza. Non credevo che sarei andato via prima dell’estate, poi è successo questo: la vita è bella e imprevedibile”.
Non mancano alcuni retroscena relativi alla trattativa con il Milan, partita due settimane fa: “subito sono state messe le carte sul tavolo: ‘Ti vogliamo, ti diamo questo e tanti soldi al Genoa. Cosa ne pensi?’. Non ci ho pensato un minuto, si è trattato di un affare anche per il Genoa. L’asciugamano del Milan da bambino? Finora è stata l’unica cosa rossonera che ho potuto mettere sulla mia pelle, da oggi invece indosso la vera maglietta rossonera con il mio nome. Non voglio fare una stagione al top e poi scomparire, voglio crescere con il Milan, con cui voglio giocare la Champions. C’è stata anche un’offerta del West Ham, ma il Genoa preferiva che andassi al Milan, con cui ha un ottimo rapporto. E anche io non avevo dubbi. Con tutto il rispetto per gli inglesi, la cui offerta per me era molto simile in termini economici. Per quanto riguarda la maglia numero 9, l’avrei presa volentieri ma il Milan però aveva un’altra idea. Mi ha detto che quella maglia dev’essere una ricompensa per i calciatori che se lo meritano. E’ stata quella di Inzaghi e di Van Basten. Prima devo meritarmela e voglio riuscirci“.
