Milan, a tutto Inzaghi: “ho ancora un record e me lo tengo stretto. Piatek? Non è Shevchenko”

L'ex giocatore e allenatore del Milan ha parlato del presente dei rossoneri, dando qualche consiglia sia a Piatek che a Cutrone

Ha rivestito la maglia del Milan a distanza di molti anni, l’emozione però è stata sempre la stessa. Filippo Inzaghi ha partecipato all’amichevole tra la squadra Glorie rossonera e quella del Liverpool, giocata sabato scorso ad Anfield.

LaPresse/Antonio Ros

L’ex attaccante del Milan non è riuscito a segnare, giocando però una buona partita nonostante gli acciacchi: “è stato veramente un momento speciale rivedersi così, tutti insieme. Non ho provato malinconia, casomai la consapevolezza delle cose che abbiamo fatto con quel gruppo. Mentre le stai vivendo non ti rendi conto molto bene” le parole di Inzaghi alla Gazzetta dello Sport. “Nessun altro è ancora riuscito a togliermi il primato di aver segnato cinque gol in tre finali consecutive. È una soddisfazione, che ovviamente senza i miei compagni di squadra non avrei potuto prendermi. Ho scoperto di essere pochissimo allenato, ma quando fai il lavoro di allenatore non hai tempo per te stesso. Avevo giocato un’amichevole a Piacenza pochi giorni prima e in campo contro il Liverpool ho pagato. Ma è stata comunque una bella occasione per far del bene divertendosi e rivedere tanti amici. Il calcio mi ha dato molto, nel 2005 a Istanbul non stavo bene ed ero in tribuna, nel 2003 non avevo potuto giocare l’Intercontinentale e il destino mi ha ridato tutto insieme nel 2007. Ho avuto molto da calciatore, ma mi piace il mestiere che faccio adesso. Anche fare l’allenatore mi ha dato tanto e mi darà ancora tanto”.

LEONARDO – Spada/LaPresse

Da buon ex, Inzaghi si sofferma sul Milan attuale: “stanno lavorando bene tutti i miei amici. Rino in panchina, con grinta e competenza. Leonardo e Paolo Maldini hanno le idee chiare. C’è tutto quello che serve per rinascere, credo che il peggio sia passato, ci sono giovani bravi e in crescita. La società ha speso, segno che questa dirigenza ha un progetto in testa: tornare nel calcio che conta, dove compete al Milan. Quando vedo Galliani ripenso alle nostre notti magiche. Per ricostruire ci vuole calma. Il nostro era un gruppo pazzesco, quando trovi nello spogliatoio giocatori come Costacurta e Maldini hai già fatto tutto. Ma i cicli finiscono, poi ci sono state meno entrate, è stato più difficile fare mercato. Quel periodo mi pare passato, lo dimostrano gli acquisti di Paquetà e Piatek.

Spada/LaPresse

Di attaccanti Inzaghi se ne intende, ma con i paragoni ci va cauto: “ho visto il paragone di Piatek con Sheva, ma è fuorviante perchè ogni giocatore è uguale soltanto a se stesso. Piatek e Paquetà sono acquisti in prospettiva, anche se sono già bravi. Ma Kakà era un trequartista, Paquetà è un giocatore diverso, ha buon piede e attitudine alla corsa. Sta dando molto al Milan, come il polacco. Piatek è arrivato e si è trovato subito a suo agio, ha fatto gol anche con la Polonia. Non assomiglia né a me né a Sheva, ma è bravo e mi piace molto. Però non dimentichiamoci di Cutrone. Gli do un consiglio, resti al Milan, meglio del Milan non c’è niente. Conosco bene Patrick, l’ho fatto esordire in Primavera quando per età era ancora nella categoria Allievi. Deve aspettare il momento giusto e Rino lo aiuterà a crescere. Spero soltanto che Patrick e Piatek possano realizzare con la maglia del Milan quello che abbiamo realizzato io e Sheva. E sono certo che rappresentino il futuro del club e della squadra che Rino sta formando. Ci è voluto del tempo, ma la luce si vede. Del resto tutti cadono prima o poi“.

Marco Alpozzi/LaPresse

Infine la chiosa sulla Juventus: “ingaggiando Cristiano Ronaldo ha dimostrato al mondo che vuole farlo: non prendi il più forte se non vuoi vincere. Ovviamente sarà dura, ci sono squadre come il Manchester City, il Barcellona, ma la partita con l’Atletico Madrid ha dato forza, ha portato energia. Io credo che questa Juve possa vincere il trofeo e glielo auguro. Perché alla Juve ho tanti amici, sono in ottimi rapporti con Andrea Agnelli, conosco Fabio Paratici da una vita. E poi sono italiano, anche questo conta». In attesa di rivedere in Europa il Milan, come una volta magari”.

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