Milan, Giampaolo si presenta con una stoccata a Conte: “il mio slogan è testa alta e giocare a calcio. Sul mercato voglio…”

Marco Giampaolo risponde alla domande dei media nella conferenza stampa di presentazione in qualità di nuovo allenatore del Milan. Qualità al potere, una frecciatina a Conte e la ricerca dei risultati attraverso il bel gioco

Napoli escluso, le big del campionato di Serie A hanno cambiato il proprio allenatore rispetto alla scorsa stagione. Negli ultimi giorni si sono dunque susseguite le conferenze stampa di presentazione dei nuovi tecnici ed oggi è toccato al Milan. Marco Giampaolo, nuovo allenatore rossonero, ha spiegato di avere in mente l’idea di una squadra capace di esprimere qualità e raggiungere gli obiettivi attraverso il bel gioco: “il Milan ha sempre raggiunto i risultati attraverso il gioco. Il Milan ha sempre avuto un’identità, gli obiettivi sono tanti e il percorso è lungo, ho in mente tante cose. La cosa è che i calciatori devono riconoscersi in quello che fanno e avere senso di appartenenza. Nessun allenatore può fare bel calcio senza giocatori di qualità, e il Milan ha diversi giocatori con queste caratteristiche. Ho sempre pensato che l’anno scorso il Milan potesse essere la sorpresa del campionato. Poi il campionato è lungo e possono succedere tante cose. Cercheremo di scegliere i giocatori che possono portare avanti il tipo di progetto e della filosofia che abbiamo”.

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La frase ‘cult’ Giampaolo la regala parlando della mentalità del suo Milan. A differenza del ‘testa bassa e pedalare’ di Antonio Conte, il suo Milan avrà un’idea di calcio differente: “il mio slogan è testa alta e giocare a calcio. Il progetto è di offrire un calcio apprezzabile, uno spettacolo apprezzabile che viene sostenuto da risultati. Il Milan deve giocare per l’obiettivo massimo, cerco però di programmare tutto con un passo alla volta. Parlerò con i giocatori, capire le loro impressioni, creare una mentalità, un modo di essere e di fare. Domani sarà il primo giorno. Devo capire ed entrare nella pancia Milan. Devo capire dove sono, le dinamiche. Non partirò dal modulo ma delle caratteristiche dei calciatori. Sicuramente giocheremo con quattro dietro. Voglio fare valutazioni e sbagliare il meno possibile“.

Sampdoria
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Per quanto riguarda il mercato, Giampaolo si riserverà del tempo per valutare prima i calciatori in rosa e poi operare sul mercato. Da Suso ad Andrè Silva, passando per gli obiettivi Praet e Veretout, il nuovo tecnico del Milan spiega: “voglio conoscere bene e fino in fondo i calciatori della rosa del Milan. Mi spiace che Kessiè, Laxalt, Paquetà, Cutrone, Bonaventura che spero che possa recuperare, Caldara, non siano ora a disposizione e non poter contare su di loro. Prima di muoversi seriamente in qualsiasi direzione voglio capire chi potrà soddisfare le nostre idee e chi, pur essendo forte, non sarà funzionale all’idea. In questo senso qualche periodo di riflessione voglio prenderlo, mi dispiace non poter studiare i sei di prima. Partiamo con un numero di calciatori ridotto ma questo ci metterà in condizione di costruire al meglio la squadra.

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Suso? È un giocatore di qualità e a me piacciono i giocatori così, ha dribbling e personalità. Senza calciatori di qualità non vinci le partite. Non mi focalizzo sul modulo, Suso sarà elemento di valutazione non in quanto valore del calciatore ma per la posizione, per farlo rendere per lui e per la squadra. Praet, Veretout, Andrè Silva e Cutrone? Praet lo stimo ma non so se diventerà un giocatore in più per il Milan perchè abbiamo già quattro mezze ali, certo lo stimo, l’ho allenato e non è un giocatore del Milan. Siamo coperti in quel ruolo. Parlo dei miei giocatori. Andrè Silva e Cutrone, a pelle, sono calciatori diverse per caratteristiche. Devo valutarli insieme alla rosa del Milan ma sono giocatori di livello, devo capire come metterli insieme, capire chi è funzionale e chi meno. Ad oggi sono calciatori forti del Milan, poter scegliere è già una bella cosa“.

Spada/LaPresse

Infine un confronto con il Milan di Gattuso: “posso soltanto dire che quando abbiamo giocato contro, le due volte che ci siamo incontrati, a Gattuso ho fatto i miei complimenti per la gestione dialettica della situazione. Si è sempre assunto le responsabilità in prima persona, tanti colleghi gliel’hanno rinfacciato in maniera negativa ma per me in quanto tecnico va fatto. Per questo l’ho elogiato. La squadra, per quanto ho visto, disponeva di qualità, gestiva molto bene nella sua metà campo, con una buona organizzazione nella densità, con qualità in aggiunta a questo. Vedremo cosa cambiare, vedremo. Ho alcune idee ma devo capire con chi ho a che fare, conoscere bene le qualità dei calciatori. Lavorerò per giocare un calcio in cui il calciatore si senta protagonista, che giochi la partita, che non si attendista. Per fare questo, c’è bisogno di lavoro, lavoro e lavoro. Poi di grande disponibilità, di giocatori che credano nel progetto. E’ un lavoro complesso“.