Dopo l’addio di LeBron James, forse con una punta di orgoglio, la dirigenza dei Cleveland Cavaliers aveva annunciato che non ci sarebbe stato alcuno stravolgimento del roster: la squadra, arrivata per 4 anni di fila alle Finals NBA, sarebbe rimasta intatta, con Kevin Love come uomo franchigia per puntare ai Playoff. Visto il pessimo inizio di stagione, i Cavs hanno pensato bene di cambiare strategia e, come si evince dalle sole 2 vittorie in 15 partite, si è attivato il ‘tanking mode’. J.R. Smith, uno dei veterani della squadra, ha deciso che i suoi obiettivi sono ben diversi da quelli della franchigia, chiedendo a gran voce una trade: “l’obiettivo qui non è vincere, non è tentare di vincere quante più partite possibile. L’obiettivo è far crescere i giovani e perdere, per scalare posizioni al prossimo draft. Il piano è sempre stato questo. Non voglio che la mia esperienza ai Cavs finisca con il buyout. Non credo sia giusto nei confronti delle persone che vengono a lavorare ogni giorno qui. Lo staff, i massaggiatori… Non mi piace l’idea di essere ‘liquidato’ così, preferirei una trade, sarebbe la cosa migliore“.
I Cavs, di tutta risposta, lo hanno messo fuori squadra, in attesa di accordarsi con il suo agente per trovare una soluzione all’ennesimo problema di una stagione davvero complicata.
