Ciononostante, a 270 minuti dal termine, la classifica ci vede al terzo posto, quindi in piena corsa per rispettare il preventivato minimo stagionale.
Verissimo è che sembra quasi una gara a “ciapa no”, il rullino di marcia delle prime della classe pare infatti una corsa di bradipi, però alla fine, è l’obiettivo quello che conta.
Noi, dal canto nostro, abbiamo cercate di dare entusiasmo e carica all’ambiente in ogni frangente della stagione, ma è pur vero che sono 3 punti nelle ultime 3 partite il bilancio non certo lusinghiero delle ultime apparizioni. Non che prima si corresse, tutt’altro ma, dopo la Vittoria del derby, pare essere entrati in letargo, da un punto di vista sia fisico che mentale.
Ribadiamo nuovamente che la nostra presa di posizione contro-Icardi è stato un atto d’amore verso i colori nerazzurri. Molti hanno voluto dipingerci come destabilizzatori, il nostro agire invece è stato fatto solo in funzione del rafforzamento di un concetto di squadra che poteva sfaldarsi da un momento all’altro. Quindi, al di là delle apparenze, l’Inter è e deve essere composta sempre da gente disposta a lottare per quella maglia. Rifiutarla, come ha fatto Icardi, senza poi una categorica condanna da parte nostra, avrebbe forse portato a molto peggio all’interno di un ambiente che vedeva depotenziata e delegittimata tutta la restante parte di squadra…
Noi, certamente, possiamo andare fieri di quanto fatto. Perché i risultati sono l’obiettivo unico riconosciuto, ma mai e poi mai potremmo accettare una squadra che non abbia nel proprio DNA la prerogativa prima di correttezza, rispetto ed onore per dei valori che hanno il loro principio nell’anno 1908.
E quindi certi comportamenti da noi trovano e sempre troveranno un muro invalicabile. E da lì non si passa.
Ci spiace per i disguidi col pubblico di San Siro, che quasi ha preso a tifare Icardi per il gusto di venirci contro, ma ognuno è giusto che si tenga stretta la sua scala valoriale e manifesti come meglio credo la propria dignità.
La maglia prima di tutto. Cerchiamo di esserne all’altezza, tutti. Solo così potremo essere degni dell’Internazionale. Ah, adesso però la squadra si dia una svegliata. A buon intenditor…“.