Il rilancio del tennis femminile e il brivido del Roland Garros, la missione di Martina Trevisan: “gioco per i bimbi davanti alla tv”

Martina Trevisan a 360 gradi ai microfoni di SportFair: dalla delusioni degli Internazionali d'Italia agli obiettivi per il Roland Garros 2021

E’ tutto pronto a Parigi per l’edizione 2021 del Roland Garros. Nello Slam parigino, a difendere l’ottima prestazione dello scorso anno ci sarà anche Martina Trevisan. Alla vigilia dell’esordio contro la tedesca Van Uytvanck la tennista italiana, classe ’93, che fa parte del team Le Coq Sportif, si è raccontata ai microfoni di SportFair. Dall’amarezza degli Internazionali d’Italia, agli obiettivi per la stagione 2021.

Martina sei riuscita a smaltire la delusione degli Internazionali d’Italia? Cosa è successo in campo a Roma?

“Sono situazioni che possono capitare. Nel tennis, come nello sport in generale, ci sono partite che vanno bene ed altre che vanno meno bene”.

Una delusione non può di certo macchiare una stagione intera e tu sai bene come rialzarti dopo una brutta caduta, come ti stai preparando ai prossimi impegni?

martina trevisa
Foto di Yoan Valat/ Ansa

“Sicuramente mi sono rialzata dopo la brutta delusione perché per continuare a giocare bisogna essere in grado di non abbattersi ed avere voglia di migliorarsi per crescere come persona e come atleta. Le delusioni fanno male ma ti aiutano appunto a crescere, ti aiutano a guardare avanti ed a migliorarti. Cerco sempre di trovare qualcosa di costruttivo”.

Adesso arriva il Roland Garros dove l’anno scorso hai ottenuto ottimi risultati. Quale è il tuo obiettivo per questa edizione? Quali sono le tue sensazioni alla vigilia dell’esordio?

Martina Trevisan
Foto di Julien De Rosa / Ansa

“Mi sto preparando come mi preparo per ogni torneo, cercando di allenarmi bene, di dare il massimo sia dentro che fuori dal campo e di fare le cose fatte bene. È vero che è un torneo del Grande Slam e quindi tutte le giocatrici, me compresa, vogliono cercare di fare molto bene. Però per me tutti i tornei sono importanti quindi cerco sempre di dare il massimo. L’obiettivo ovviamente è quello di giocare il mio miglior tennis e di vincere più partite possibili. I risultati sono importanti però ancora di più lo è il migliorarsi. Dovessero arrivare adesso bene, altrimenti li aspetterò più avanti certa che arriveranno”.

Come il Covid ha condizionato la vita di voi tennisti? Cosa è cambiato nell’approcciarsi ai tornei tra bolle, tamponi e assenza di pubblico, come sarà tornare alla normalità?

Foto di Maxim Shipenkov/ Ansa

“Diciamo che dopo mesi di competizioni dalla ripartenza del circuito ci siamo un po’ abituati a bolle e tamponi. Ovviamente si spera che la normalità torni presto perché ne abbiamo un po’ tutti bisogno. A Parigi abbiamo un’ora per poter uscire ed ho notato che tutti i giocatori ne approfittano per fare due passi e liberare un po’ la mente dalla routine della bolla. Devo dire che però tra noi italiani si è creato un buon clima, facciamo comunella e ci ritroviamo per fare due chiacchiere. Il tempo passa ed anche piacevolmente.

Lo scorso anno hai regalato e ti sei regalata delle emozioni incredibili, con l’accesso ai quarti di finale del Roland Garros, la tua prima vittoria contro una top 10 e l’ingresso nella top 100 del ranking WTA. Cosa ricordi di quei momenti così speciali? Con quali sensazioni hai vissuto quelle settimane a Parigi?

“Le tre settimane dell’anno scorso sono dei ricordi bellissimi che mi portano ancora delle emozioni fortissime. Ritornare al Roland Garros è stato bellissimo e rivedere quei campi mi ha fatto risentire quell’emozione, anche perché è un ricordo ancora vivo trattandosi di non tanto tempo fa. Saranno momenti indelebili della mia carriera e spero che ce ne saranno molti altri in futuro. Il torneo dell’anno scorso però è stato il primo così forte e quindi resterà per sempre nella mia testa”.

Quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione 2021?

“L’obiettivo della stagione è quello di giocare il più partite possibili e di crescere come persona e come atleta”.

Alcuni anni fa il tennis femminile italiano, con Errani, Vinci, Pennetta e Schiavone era una vera e propria eccellenza. Oggi invece è il tennis maschile a regalare maggiori emozioni. A cosa è dovuto il calo del tennis femminile italiano e in che modo può risollevarsi?

“Il tennis maschile, in questo momento, è agli apici del tennis mondiale, quindi è molto complicato eguagliarlo anche se qualche buon risultato lo abbiamo fatto anche noi. Il tennis femminile ha già cominciato a risollevarsi con i buoni risultati di Jasmine Paolini, di Elisabetta Cocciaretto e di tutte noi”.

Come analizzeresti invece la situazione attuale del tennis femminile, che sembra un po’ incerta? Dopo lo stop di Serena Williams, che a seguito della sua maternità non è più la dominatrice, sono emerse tante giocatrici, anche giovani e ogni torneo ha una vincitrice diversa.

“È ovvio che anche per Serena gli anni cominciano a farsi sentire. È e rimarrà sempre un grandissimo personaggio sia dentro che fuori dal campo e sicuramente mancheranno giocatrici come lei. In questo momento, anche se non c’è un’atleta che spicca maggiormente, ci sono tantissime ragazze che giocano veramente bene a tennis quindi il livello si è livellato verso l’alto”.

Di recente l’Italia femminile ha trionfato nei Play-Off della Billie Jean King Cup contro la Romania. Quanto è importante per te scendere in campo con la maglia azzurra? E quali sono gli obiettivi dell’Italia?

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Foto di Maxim Shipenkov/ Ansa

“Scendere in campo con la maglia della nazionale è un’emozione unica perché oltre a lottare in campo per vincere la partita c’è tutta la squadra fuori a sostenerti a partire dal capitano Tathiana Garbin. Con la nazionale non gioco solo per me ma per la squadra e per l’Italia intera. Gioco per tutti quei bambini e quelle bambine che guardano il match davanti alla televisione e sperano un giorno di essere lì, come feci io da piccola e come continuo a sperare di poter rappresentare l’Italia in futuro. Questo rende tutto un’emozione ancora più grande ed è sempre un onore per me vestire la maglia della nazionale”.