Marco Simone show, veleno contro Leonardo: “ha mancato di rispetto al Milan, ecco cosa mi ha fatto”

L'ex giocatore del Milan si è scagliato contro Leonardo, colpevole di aver tenuto un comportamento pessimo nei suoi confronti

E’ molto difficile che io torni, perché non sono figlio di nessunoMarco Simone guarda ormai da lontano l’ambiente Milan, precisamente dalla Thailandia dove allena il Ratchaburi Mitr Phol.

Fabrizio Corradetti/LaPresse

Il club rossonero avrebbe potuto essere di nuovo la sua casa, dopo i trascorsi da giocatore, ma qualcosa con Leonardo è andato storto, precludendogli il sogno di tornare a vestire i colori rossoneri: “non ho alle spalle né direttori né procuratori e se non fai pubbliche relazioni, non entri nel giro. Se non hai qualche legame sei fuori, però mi chiedo: possibile che non ci sia un dirigente di qualche squadra a cui possa venire in mente il mio nome?” le parole di Marco Simone alla Gazzetta dello Sport. Niente peli sulla lingua, solo tanta delusione ricordando quanto accaduto la scorsa estate, quando firmò un contratto biennale per guidare la squadra B del Milan prima che il club ci rinunciasse: “basta dire che dopo quei fatti, io e i miei siamo rimasti sei mesi senza lavoro. Io avevo ricevuto altre 5-6 proposte, anche meglio pagate, ma le avevo rifiutate per l’orgoglio di tornare al Milan. Rimasi una settimana, con lo staff, ad aspettare inutilmente Leonardo, che invece non mi ha mai voluto incontrare di persona. Una mancanza di rispetto assoluta. Lui sarà anche Leonardo, ma io al Milan qualcosina l’ho vinta“.

LEONARDO – Spada/LaPresse

Un comportamento che a Simone non è piaciuto, come sottolineato da lui stesso: “con me si è comportato male perché il progetto non l’ha mai nemmeno guardato. Si è giustificato tirando in ballo il Fair play finanziario, ma era già stato tutto messo a bilancio. Ha provocato un danno pagato caro con la retrocessione della Primavera, che avrebbe potuto attingere giocatori dalla squadra B. Quindi in realtà ha mancato di rispetto a tutto il Milan. Peccato, perché invece Maldini di quel progetto era entusiasta. Li ho incontrati entrambi in sede, tempo dopo. C’era la panchina della Primavera da assegnare e mi è stata chiesta la disponibilità, che ho dato. Diciamo che dopo tutto il pregresso, mi sarei atteso un minimo di riconoscenza. Ma nulla. Forse questo mi ha deluso ancora di più”.

Maldini – Spada/LaPresse

Su Maldini: “fin quando c’è stato Leo, Paolo lo ha supportato e mi chiedo come sia potuto accadere. Maldini è il Milan e deve essere lui a decidere. Un ruolo da subalterno a Leo è fantascienza, il mondo che va al contrario. Ora il suo ruolo è giusto, deve fare esperienza al comando. L’arrivo di Boban? Due grandi campioni in cima alle gerarchie. Zvone ha tanta esperienza, lo sento spesso, massimo rispetto per la sua straordinaria cultura. Sono felice che il Milan sia guidato da due persone così, è un mix molto ben assortito. Loro sì che metteranno il Milan davanti a se stessi. Con Paolo dividevamo la camera a Milanello, per me era l’atleta perfetto. Boban era un artista in campo e fuori, avevamo una grande intesa. Senza peli sulla lingua“.

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