La strategia di Marchionne: separare per sempre la Fiat dalla famiglia Agnelli

Marchionne vorrebbe organizzare una strategy exit per la famiglia Agnelli e nello stesso tempo assicurarsi un futuro in “rosso”

Si parla sempre più spesso dell’uscita di scena di Sergio Marchionne, l’amministratore delegato di FCA (Fiat-Chrysler) dovrebbe lasciare il suo mandato proprio nel 2018, ma in realtà niente sembra ancora scritto, considerando anche l’impressione di molti esperti del settore.  Molti analisti sostengono infatti che il manager italo-canadese abbia ancora una missione importante da svolgere nel Gruppo dove lavora, dopo le due principali portate a termine negli ultimi anni.

Dopo la morte di Uberto Agnelli, Marchionne diventa CEO di un’azienda allo sfascio e sull’orlo del fallimento, grazie ad alcune sapiente e molto criticate mosse riordina l’organizzazione ed i conti del Gruppo – tramite anche alcuni pesanti tagli – rimettendo in carreggiata il Gruppo Fiat.

Con Barack Obama compie infine il passo fondamentale, ovvero la fusione con il Gruppo Chrysler creando così una nuova multinazionale battezzata Fiat Chryser Automobiles, capace di macinare numeri da gigante dell’auto e di competere con le migliori.

Nonostante queste tappe fondamentali, sembra che ad FCA manchi ancora qualcosa, infatti Marchionne prima della sua “pensione” avrà un ultimo e nemmeno tanto segreto compito, ovvero quello di unire FCA ad un altro colosso dell’automotive, come ad esempio la General Motors (che già si è rifiutata), oppure la Volkswagen o la Toyota.

In questo modo la famiglia Agnelli potrà anch’essa riposarsi – sommersa  da un mare di denaro proveniente da questa ambiziosa operazione –  mentre il manager italo-canadese invece di andare veramente in pensione potrebbe centrarsi sulla Ferrari, diventato oltre che una passione, una vera e propria ossessione.