
La Sampdoria più del Napoli, Giampaolo molto più di Sarri. Tranquilli, nessuno squilibrio mentale, semplice constatazione di una squadra che incanta quasi come gli azzurri, con interpreti ben diversi. Niente Mertens, Hamsik, Jorginho o Insigne… Spazio a Duvan Zapata, Quagliarella, Torreira e Strinic. Qualità diversa ma risultati (rapportati alle due realtà) molto simili. Sono sette le vittorie dei blucerchiati in questo avvio di campionato, l’ultima nel derby contro il Genoa al termine di una partita dominata dall’inizio alla fine. Gode Giampaolo e godono i tifosi sampdoriani, incantati da un allenatore che sa il fatto suo. “Se Giampaolo dovesse allenare l’Inter, io sarei il primo a comprare l’abbonamento a San Siro” aveva detto Spalletti prima di Inter-Samp, conscio delle capacità di un allenatore a volte alquanto sottovalutato. Ferrero ci ha creduto eccome, anche nei momenti di difficoltà della scorsa stagione, quando risultati e punti non arrivavano. Oggi, ecco sia gli uni che gli altri, con una squadra che naviga al sesto posto a meno cinque dalla Juventus e a più sette sulla Fiorentina. Nessuno lo avrebbe mai detto ad inizio campionato, invece Giampaolo, grazie alla possenza di Zapata, alle geometrie di Torreira e alla solidità di Silvestre, è riuscito a incantare l’Italia intera, sfornando ottime prestazioni anche in match chiusi con una sconfitta. Chiedere all’Inter, in apprensione a San Siro fino al triplice fischio finale. Una squadra umile ma al tempo stesso determinata, sicura di sè e dei propri mezzi. La strada da percorrere è tanta, ma la Sampdoria ha senza dubbio imboccato la via giusta.
