L’Italia nel passato e nel futuro prossimo, considerando che il Siviglia si giocherà l’accesso agli ottavi di Europa League contro la Lazio. André Silva sarà una delle armi a disposizione degli spagnoli per provare a superare la formazione di Inzaghi, che l’attaccante portoghese conosce benissimo per averla affrontata nella scorsa stagione.

Intervistato ai microfoni della Gazzetta dello Sport, l’ex Milan ha sottolineato le insidie che attendono il Siviglia: “la Lazio è una delle più forti che potevamo incontrare, ma andiamo a Roma per vincere. Qui al Siviglia si respira la passione per l’Europa League, hanno messo le 5 vinte allo stadio in bella vista, ci tengono un sacco. Io sono un giocatore del Milan e voglio essere informato sulle squadre italiane, i biancocelesti li ho visti contro l’Inter in coppa: squadra forte che gioca bene contro le grandi e dall’anno scorso me la ricordo come una squadra complessa, bisogna dare il meglio per batterla. Ci sono aspetti positivi e altri negativi ma la stanchezza non sarà una scusa se perdiamo, perché vogliamo vincere e se non lo faremo sarà merito della Lazio perchè non dimentichiamo che affrontiamo una formazione attrezzata”.

André Silva poi si sofferma sul presente: “la cosa più importante per un giocatore è la fiducia, e qui ne ho sentita tanta e da subito. Il passato è passato, le cose potevano andare diversamente in Italia. Il calcio non è uno sport individuale, puoi avere le tue aspettative ma non sei solo e altre persone ti devono far fare le cose o almeno provare a fartele fare. Il Milan? Si sta ritrovando e sono felice, sono quarti nonostante lottino con grandi rivali e quello è l’obiettivo principale. E in coppa hanno battuto il Napoli, per cui va bene. Spero che continuino così. Il Milan non è quello di qualche anno fa ma può tornare grande e spero che lo faccia. Il mio obiettivo al momento è far bene qui, e aspettare. Se dovessi decidere, andrei a giocare nella miglior squadra del mondo. Così come se mi dicono di scegliere tra titolare a Siviglia o al Milan senza giocare mai, la preferenza è scontata. Però sono in mezzo a due situazioni: qui sto bene e sono un giocatore del Milan. Non ci penso, altrimenti mi distraggo. Dalla società rossonera mi mandano messaggi e mi dicono che sto facendo un buon lavoro, del resto per loro sono comunque un investimento. Nella squadra ho tanti amici e quando sono venuti a Siviglia a giocare col Betis sono stato in albergo a salutarli“.
