Il conto alla rovescia è nuovamente iniziato: manca sempre meno alle Olimpiadi di Tokyo. Una storia travagliata quella della rassegna a cinque cerchi, rinviata a causa della pandemia di coronavirus. Tokyo 2020, che si sarebbe dovuta disputare dal 24 luglio al 9 agosto dello scorso anno, è slittata a quest’anno, con un programma di gare slittato nel periodo che va dal 23 luglio all’8 agosto 2021, ma per motivi di marketing e branding il nome resterà Tokyo 2020. Il coroanvirus, però, continua a minacciare le Olimpiadi, di cui si è discusso molto nelle ultime settimane. C’è chi ha lanciato una clamorosa bomba, rivelando che gli organizzatori avrebbero già deciso di annullare l’evento, ma fortunatamente per sportivi ed appassionati questa notizia è stata prontamente smentita.
Il rinvio dal 2020 al 2021

A gennaio 2020 il coronavirus ha allarmato gli organizzatori delle Olimpiadi di Tokyo, che per la prima volta hanno realizzato che la rassegna potesse essere a rischio. A fine gennaio 2020 nonostante i primi casi positivi in Giappone, gli organizzatori della rassegna a Cinque Cerchi avevano assicurato che la situazione fosse sotto controllo e che con le dovute precauzioni i Giochi si sarebbero potuti disputare. Gli organizzatori non avevano però ancora fatto i conti con la pandemia: il virus piano piano ha iniziato a diffondersi in tutto il mondo con diversi tornei di qualificazione alle Olimpiadi che venivano rinviati a data da destinarsi o venivano spostati di sede. Nonostante la comunicazione dell’Oms dello stato di pandemia, lo scorso 11 marzo, fino al 18 marzo 2020 gli organizzatori di Tokyo 2020 dichiaravano che le Olimpiadi si sarebbero disputate. Il 23 marzo, però, i Comitati Olimpici di Australia, Canada e Regno Unito annunciarono la loro rinuncia ai Giochi nel caso in cui non fossero stati rinviati e l’agenzia antidoping mondiale, che avrebbe dovuto effettuare test a tappeto, ha allentato la presa, chiedendo di dare priorità alla salute pubblica e alla sicurezza. Così il 24 marzo il CIO ha comunicato la decisione ufficiale di rinviare le Olimpiadi di Tokyo al 2021 ed una settimana dopo sono state ufficializzate le date. Si tratta della prima volta in cui i Giochi Olimpici vengono posticipati e non cancellati.
Le preoccupazioni per 2021

Il coronavirus non è stato però sconfitto: in molti posti la popolazione ha iniziato a convivere col virus ed in altri, come Wuhan, dove tutto ebbe inizio, non si registrano nuovi casi da tempo ormai, ma in tantissime altre zone del mondo, come l’Europa e l’America, il Covid-19 è ancora presente nella vita di tutti i giorni. Per questo motivo continuano ad esserci delle preoccupazioni sulla possibilità che i giochi possano essere cancellati, perchè nel caso in cui non si potessero disputare nell’estate 2021 non ci saranno ulteriori rinvii.
Perchè le Olimpiadi di Tokyo 2020 si devono disputare
Il coronavirus è ancora presente in tutto il mondo, ma la campagna di vaccinazione, iniziata ormai da tempo, e le misure restrittive adottate in tanti paesi, consentono alla popolazione mondiale di poter convivere col virus. Questi sono solo alcuni dei motivi per cui le Olimpiadi di Tokyo si devono assolutamente disputare e non cancellare. C’è un ulteriore aspetto da non sottovalutare, quello che riguarda la ‘salute mentale’ della società intera, degli sportivi e di tutta la macchina organizzativa e lavorativa che c’è dietro ai Giochi. Per non parlare della questione economica: il governo metropolitano di Tokyo ha stanziato un fondo di 2,7 miliardi di euro per i Giochi Olimpici per ampliamenti o realizzazione di strutture, realizzazione di villaggi olimpici e tanto altro.
La gente ha bisogno di normalità
Dopo un anno tragico, difficilissimo, trascorso per la maggior parte del tempo rinchiusi in casa, a fare puzzle o a vedere serie tv, a lavorare in smart working a non avere contatti con altre persone se non esclusivamente con i conviventi (e a volte manco in questo caso), la popolazione mondiale è stanca di dover fare ulteriori rinunce e sacrifici. La campagna di vaccinazione e la convivenza col virus hanno portato quasi il mondo intero a tornare alla vita di sempre, seppur indossando ancora le mascherine, mantenendo la distanza interpersonale, usando gel igienizzante quotidianamente e rispettando le misure restrittive che ogni paese ha deciso di adottare, come ad esempio il coprifuoco in Italia che impedisce di uscire di casa dopo le 22.00. Ecco quindi che disputare le Olimpiadi di Tokyo, seppur con tante difficoltà legate all’organizzazione (quarantene, tamponi giornalieri e tanto altro), sarebbe un importante segnale per la popolazione mondiale. Un segnale di speranza, una splendida luce in fondo al tunnel, una grande gioia dopo un anno in cui di gioie ce ne sono state ben poche. Le Olimpadi di Tokyo si possono disputare e si devono disputare, così come si stanno disputando gli Australian Open, come si è disputato il Super Bowl e tanti altri eventi sportivi.
Le linee guida con le norme anti-Covid
In fondo, basterà seguire le linee guida stilate dal CIO per far sì che le Olimpiadi si possano disputare. Oltre al fatto che tantissimi atleti hanno contratto il coronavirus e, quindi, hanno l’immunità. E’ stato pubblicato un vademecum in vista delle Olimpiadi: una prima edizione del Playbook, che definisce le linee comportamentali da seguire durante i Giochi, ma soprattutto nei 14 giorni che precedono l’arrivo in Giappone: tamponi, test, l’uso di app per il tracciamento dei contatti e tanto altro. Se sarà necessario impiegare personale delle forze dell’ordine di tutto il mondo per la buona riuscita dei Giochi Olimpici, che venga fatto. Per quanto riguarda il resto della popolazione mondiale non c’è alcun tipo di problema: tutti saranno, di loro spontanea volontà, rinchiusi in casa per seguire le imprese dei propri beniamini, senza alcuna forzatura da parte di Governi e governatori di lockdown, chiusure e coprifuoco. Nessuno, dopo un anno così difficile, vorrà perdersi le Olimpiadi di Tokyo 2020.
