Il 7 settembre 2025, un data che entrerà nella storia, perchè l’Italia ha conquistato il suo secondo titolo mondiale di pallavolo femminile battendo 3-2 la Turchia nella finale in Thailandia, in una partita che definire memorabile è dir poco.
Guidata da Julio Velasco, la squadra – già oro olimpico a Parigi 2024 e campione di Nations League – ha raggiunto un’imbattibilità incredibile: 36 vittorie consecutive dal 1º giugno 2024.
Alessia Orro ha commentato con fierezza: “L’abbiamo portata a casa… ci metterò un po’ a realizzare di essere campionessa del mondo”.
Myriam Sylla ha aggiunto a Repubblica: “Siamo la prova vivente che quattordici donne insieme possono veramente contrastare le sfighe… c’è sempre la magia di Julio Velasco… il suo nome è ancora di più nella storia dello sport italiano”.
L’Italvolley femminile, con i suoi successi su tutti i fronti – Europei, VNL, Olimpiadi e ora Mondiali – rappresenta un’opportunità più che mai concreta per valorizzare lo sport al femminile, andando ben oltre le “eccezioni stagionali”.
Julio Velasco: il mago della “generazione di fenomeni”
Julio Velasco non è nuovo al lavoro con generazioni vincenti: già architetto della celebre ‘generazione di fenomeni’ del volley maschile degli anni ’90, ha portato quell’ethos oggi nel femminile.
A capo della nazionale femminile dal 2024, ha già vinto: VNL 2024, oro alle Olimpiadi di Parigi, VNL 2025 e il Mondiale 2025.
A proposito della gestione della pressione: «La pressione di vincere è il peso più grande… noi non aggiungiamo aspettative… non parliamo nemmeno di vincere. La nostra filosofia è “palla su palla, set su set, match su match”.
In passato sottolineava l’importanza del “qui e ora”: “Se dai il tuo meglio ottieni il tuo meglio… se perdi vuol dire che l’avversario è stato migliore”.
Paola Egonu, MVP dei Mondiali e delle Olimpiadi, è il simbolo dell’Italia sportiva: il suo ritorno nel 2024 dopo una pausa per episodi di razzismo online ha dato ancora più valenza alla vittoria. Attraverso la sua forte presenza, impegnata tantissimo per l’inclusione, lo sport diventa voce sociale, ispirazione e rappresentazione.
Un momento storico
L’Italia femminile ha vinto tutto ciò che si poteva vincere — Europei, Nations League (2022, 2024, 2025), Olimpiadi (2024) e Mondiale (2025) — costruendo un dominio sportivo senza precedenti.
Questo modello indica una crescita per lo sport azzurro: le ragazze di Velasco non solo scrivono la storia, ma indicano una via concreta per sviluppare il talento femminile in ogni disciplina.
La filosofia dell’allenatore argentino è fatta di concentrazione sul presente e gestione emotiva, si conferma elemento fondamentale per trionfare.
Messaggi potenti oltre il campo:
Il percorso della nazionale femminile di pallavolo può offrire lezioni preziose anche per sport che in Italia vivono fasi di difficoltà o discontinuità, come la nazionale di calcio e quella di basket.
La cultura del lavoro di gruppo
La pallavolo è sport eminentemente corale: anche la stella assoluta, come Paola Egonu, non può vincere da sola. Velasco ha ricordato spesso che il talento individuale “va messo al servizio del collettivo”.
Questo messaggio potrebbe ispirare il calcio, dove spesso le aspettative si concentrano sul singolo fuoriclasse, trascurando la costruzione di una vera identità collettiva.
Nel basket, allo stesso modo, l’Italia paga la mancanza di continuità e di coesione tra generazioni di giocatori. La pallavolo dimostra che una squadra coesa può ridurre il gap tecnico con avversari anche più forti.
La gestione della pressione e delle aspettative
Velasco ha scelto un approccio “palla su palla, set su set”, abbassando la pressione psicologica e spostando l’attenzione sul presente.
Nel calcio, le nazionali italiane spesso entrano in campo con il peso della storia e dell’opinione pubblica: due Mondiali mancati sono figli anche di questa pressione.
Nel basket, il confronto con potenze come USA o Spagna può schiacciare: la filosofia del “qui e ora” può aiutare a restare competitivi senza paralizzarsi.
Continuità tecnica e progettuale
La federazione della pallavolo ha costruito un progetto di lungo termine, con investimenti nel Club Italia e nella valorizzazione dei vivai.
Nel calcio e nel basket le scelte sembrano più frammentarie: troppi cambi di allenatore, poca chiarezza progettuale, oscillazioni tra “ricostruzione” e “emergenza”.
Investire su programmi giovanili e continuità tecnica, senza attendersi risultati immediati.
La centralità del movimento femminile come spinta culturale
Il successo dell’Italvolley femminile testimonia che lo sport non deve più essere letto con la lente maschile.
In Italia, calcio e basket maschili vivono crisi di risultati, ma i settori femminili crescono e rappresentano un laboratorio fertile di innovazione e passione.
La pallavolo dimostra che il movimento femminile può trainare l’intero sport, modificando percezioni e aprendo nuove opportunità mediatiche.
La figura dell’allenatore come leader culturale
Velasco non è solo un tecnico: è un costruttore di mentalità. Ha trasmesso valori, regole condivise, fiducia nel gruppo.
Calcio e basket potrebbero trarre vantaggio dal puntare su figure che abbiano carisma e capacità educativa, non solo tattica. Non basta il “gestore di spogliatoio”: serve chi sa costruire un’identità.
Il percorso dell’Italvolley femminile suggerisce che la rinascita degli sport in difficoltà non passa soltanto dal talento individuale o da investimenti economici, ma da un mix di:
- progetto chiaro a lungo termine
- cultura di gruppo solida
- gestione intelligente della pressione
- valorizzazione del settore giovanile e femminile
- leadership forte e autorevole
In altre parole, la pallavolo ci ricorda che vincere non è un atto isolato, ma il risultato di un ecosistema sportivo sano e coerente.

