Italia in corsa per le Olimpiadi: il Nord-Ovest sfida Roma

Tra progetti diffusi e nuove alleanze globali, prende forma la candidatura per i Giochi del futuro

L’assegnazione dei Giochi olimpici avviene solitamente con sette anni di anticipo — quindi, per l’edizione del 2036, la decisione dovrebbe arrivare nel 2029. Tuttavia, il Comitato Olimpico Internazionale può decidere di accelerare i tempi o assegnare più edizioni contemporaneamente, come già accaduto con Los Angeles 2028 e Brisbane 2032, oppure con le Olimpiadi invernali delle Alpi Francesi 2030 e Park City 2034.

In questo scenario, l’Italia si presenta in una posizione favorevole. Forte del successo organizzativo e sportivo dei Giochi di Milano-Cortina, il Paese sembra già pronto a progettare nuove candidature ambiziose. Tuttavia, la scelta di candidarsi — sia con una città, un’area metropolitana o un’intera nazione — richiede una visione condivisa tra il mondo dello sport e le istituzioni, a partire dal governo.

Proprio in queste ore emerge la volontà del Nord-Ovest italiano, uno dei principali poli economici del Paese, di avanzare una proposta per ospitare future Olimpiadi estive. Il progetto coinvolgerebbe Piemonte, Lombardia e Liguria, territori che hanno già dimostrato solide capacità organizzative in eventi internazionali.

Parallelamente, non manca chi guarda a Roma, immaginando un ritorno dei Giochi nella Capitale, magari nel 2040, a ottant’anni dalla storica edizione del 1960. L’idea era stata rilanciata il 5 dicembre scorso dal presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, che aveva ipotizzato una candidatura romana entro i prossimi quindici anni.

L’eventuale proposta del Nord-Ovest potrebbe seguire il modello “diffuso” già adottato da Milano-Cortina 2026, basato sulla collaborazione tra territori. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha chiarito di non temere un confronto con Roma, sottolineando come la qualità del progetto sarà determinante. Ha inoltre evidenziato il criterio della vicinanza geografica, citando i collegamenti rapidi tra Milano, Torino e — a breve — Genova.

Sulla stessa linea il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha ricordato come l’esperienza di Milano-Cortina rappresenti un modello innovativo e vincente, capace di valorizzare la collaborazione tra territori diversi. Secondo Fontana, l’asse Piemonte-Lombardia-Liguria costituisce uno dei motori più dinamici d’Europa.

Un elemento a favore dell’Italia è anche la credibilità internazionale: la presidente del CIO, Kirsty Coventry, ha infatti elogiato l’organizzazione italiana e il modello diffuso.

Nonostante ciò, la corsa ai Giochi del 2036 si preannuncia molto affollata. Potrebbe quindi risultare più strategico puntare alle edizioni del 2040 o del 2044, anche considerando un contesto geopolitico complesso, in cui saranno decisive alleanze non solo tra Paesi, ma anche tra continenti.

Per il 2036, diversi Paesi hanno già manifestato interesse: la Turchia con Istanbul, l’India con Ahmedabad, il Cile con Santiago, il Qatar con Doha e il Sudafrica.

Anche la Germania punta a tornare protagonista nel panorama olimpico, valutando diverse opzioni tra Monaco di Baviera, Amburgo, Berlino e la regione Reno-Ruhr. A fine ottobre 2025, Monaco ha ottenuto il via libera dei cittadini tramite referendum (66,4%), entrando così nella fase di dialogo con il CIO. Tra i Paesi attualmente in corsa, solo la Germania ha già ospitato in passato i Giochi olimpici.

La Turchia tenta la candidatura con regolarità dal 2000, mentre il Qatar ha già presentato più volte la propria proposta. Potrebbe inserirsi anche la Corea del Sud con un progetto basato su sedi diffuse.

Un’incognita importante riguarda la Russia: un suo eventuale ritorno sulla scena internazionale potrebbe riaprire la corsa sia per i Giochi estivi (già ospitati a Mosca nel 1980) sia per quelli invernali, dopo Sochi 2014. Dal punto di vista infrastrutturale, il Paese dispone già di strutture adeguate.

Un capitolo a parte riguarda l’Africa. Le origini della presidente del CIO, Kirsty Coventry, dello Zimbabwe, rappresentano un segnale importante per il continente, da tempo desideroso di ospitare i Giochi.

Il percorso potrebbe però richiedere ancora tempo: un banco di prova significativo sarà rappresentato dai Giochi olimpici giovanili in programma in Senegal. Tra i Paesi più attivi figurano Marocco, Sudafrica ed Egitto, mentre Kenya ed Etiopia restano punti di riferimento globali soprattutto per il mezzofondo nell’atletica.