Italia-Germania 4-3, il ricordo di Schnellinger: “una partita eterna, sarò per sempre quello che l’ha creata”

L'ex giocatore tedesco ha ricordato con nostalgia quella partita del Mondiale del '70, vinta dagli azzurri ai supplementari

Ha il nome di un generalissimo della Renania, un soprannome, Volskwagen, pieno di certezze e, un tempo, i capelli così biondi da sembrare bianchi. Karl Heinz Schnellinger è stato uno dei protagonisti all’Azteca, giugno 1970, di Italia-Germania 4-3, quando inventò con una spaccata all’ultimo minuto la partita del secolo.

Una vita nel Milan, dove ha vinto tutto, ma anche Mantova e Roma, quattro mondiali con la Germania. Compie 80 anni e racconta in una intervista a ‘Il Giornale’ la sua vita e quella partita. “Chi era il mio idolo? Mi piaceva Fritz Walter: era il capitano della Germania che vinse mondiale del 1954. L’avversario più forte? Best, Cruijff, Pelè. Ma il migliore è stato Di Stefano. Era nel Duemila negli anni ’50”. Poi su Italia-Germania 4-3. “La partita più bella? No, ma è una partita eterna. Io sarò per sempre quello che l’ha creata. È un dono di Dio”, ha raccontato Schnellinger che era nell’area dell’Italia per guadagnare prima gli spogliatoi.

“Avevo visto sull’orologio dello stadio che il tempo era scaduto e mi sono detto: che cavolo ci stai a fare in difesa? Volevo evitare il casino di fine partita. Invece mi sono trovato tra i piedi la palla di Grabowski”. La gara alla fine è stata vinta ai tempi supplementari dall’Italia con un gol di Rivera. “Sullo stomaco quel 4-3? Si vince e si perde. Semmai se ogni persona che ha visto quel gol mi versasse un centesimo sarei l’uomo più ricco del mondo”. (Spr/AdnKronos)