La favola delle Isole Comore, dal crack finanziario alla storica prima volta in Coppa d’Africa

Per la prima volta nella propria storia, le Isole Comore si sono qualificate alla prossima edizione della Coppa d'Africa che si terrà in Camerun nel 2022

La prima volta non si scorda mai. Soprattutto se è storica. Ne sa qualcosa il popolo delle Isole Comore, sceso in strada nelle scorse ore per festeggiare la qualificazione della propria nazionale alla Coppa d’Africa, che si terrà in Camerun nel gennaio del 2022.

Decisivo il pari con il Togo, risultato che ha dato il via alla festa nella capitale Moroni, dove migliaia di persone si sono riversate tra le vie della città per festeggiare un traguardo storico, mai conquistato finora dalle Isole Comore. Caroselli d’auto, bandiere e gioia sfrenata per una nazionale capace di centrare un risultato mai ottenuto finora e che nessuno potrà toglierle, visto che nel gruppo G la nazionale guidata da Abdou è prima a pari punti con l’Egitto, avendone poi 5 di vantaggio sul Kenya e 7 sullo stesso Togo con una sola partita da giocare.

Capolavoro Abdou

L’artefice della qualificazione delle Isole Comore alla Coppa d’Africa 2022 è senza dubbio il ct Amir Abdou, in carica esattamente da 7 anni, da quando nel 2014 la Federazione decise di affidargli l’incarico di far crescere la nazionale. Una fiducia ampiamente ripagata, dal momento che le Isole Comore sono riuscite per la prima volta a qualificarsi per una grande competizione, nonostante una rosa composta da giocatori impegnati in campionati di seconda fascia o leghe minori francesi. Le Isole Comore sono una succursale della Francia, avendo ottenuto l’indipendenza nel 1975, il legame però resta profondo tra i due Paesi, al punto che molti atleti hanno proseguito le proprie carriere in Francia tornando in patria solo per le partite della nazionale. “Dobbiamo sempre superarci – le parole di capitan Kassim M’Dahoma, terzino dello Sporting Club Lione, club di 3ª divisione francese – ci dobbiamo mettere più determinazione, fare sempre qualcosa in più degli altri, perché non siamo abituati a disputare partite di questo livello“.

Obiettivi e stelline

La qualificazione alla prossima Coppa d’Africa potrebbe permettere alle Isole Comore di convincere alcuni giocatori professionisti a sposare il progetto, mettendo sul piatto non solo l’attaccamento alla patria ma anche il torneo in Camerun previsto nel 2022. Gli obiettivi del ct sono Wesley Saïd del Tolosa, Myziane Maolida del Nizza e Ismaël Boura del Lens: “spero che questa qualificazione possa servire come trampolino per spingerli a entrare nel nostro gruppo” l’ammissione di Abdou. Obiettivo importante ma non unico per il ct, che ha anche il compito di evitare che giovani stelline delle Isole Comore possano scegliere la Francia e le sue nazionali giovanili. Si tratta di Maolida (22 anni) e Boura (20), che potrebbero fare molto comodo alla squadra insieme al capitano M’Dahoma e a El Fardou Ben Nabouhane, attaccante della Stella Rossa e capo-cannoniere nella storia delle Isole Comore con dieci reti in 24 partite.

Record

In sette lunghi anni, il lavoro di Abdou ha sortito clamorosamente i frutti sperati. Escludendo la qualificazione alla prossima Coppa d’Africa 2022, il commissario tecnico è stato nominato lo scorso dicembre dalla rivista Jeune Afrique come miglior allenatore continentale dell’anno, mentre le Isole Comore sono state piazzate al 6° posto tra le nazionali africane per il 2020. Risultati assurdi se si considera che, nel 2014, questa nazionale non disputava partite da due anni ed era scivolata al 190° posto del ranking Fifa. Risolti i problemi finanziari e sportivi, le Isole Comore sono risalite alla posizione numero 130 e contano di scalare ulteriormente la classifica, magari ottenendo un buon risultato in Coppa d’Africa: “il calcio in patria ha ancora bisogno di svilupparsi – la chiosa del c.t. Abdou – ci sono pochi mezzi e i club faticano a restare in vita. Servono infrastrutture, una sistema di formazione per gli allenatori e per i giovani. Ma la qualificazione è la ricompensa per tutto il lavoro fatto in questi anni“.