Ventotto interminabili secondi, tanto è rimasto Romain Grosjean all’interno dell’abitacolo della sua Haas in fiamme, momenti lunghissimi durante i quali tutti hanno temuto il peggio. Tra questi anche Ian Roberts, medico intervenuto immediatamente sul luogo dell’incidente, dove la situazione è apparsa subito caotica.
Interrogato sulle sensazioni provate in quei momenti, il dottore ha spiegato all’Afp il suo stato d’animo: “mi son trovato di fronte un rogo incredibile, che ha avuto un esito incredibilmente positivo. Sembrava di stare in un forno, rosso e in fiamme. Ho visto Grosjean che stava già iniziando a uscire e mi chiedevo come avrebbe fatto, per fortuna l’equipe anti-incendio è arrivata rapidamente e ha indebolito le fiamme permettendoci di aiutare Romain a scavalcare le barriere roventi. Una finestra di tempo brevissima ma sufficiente per permettere al pilota di venire verso di noi. Se fossero arrivati solo pochi istanti dopo… Ogni giorno passiamo in rassegna una serie di interventi per ogni tipo di scenario. Cerchiamo di stabilire una prassi in caso di incendio o di tamponamento a catena ma poi la realtà può sempre essere diversa da quello che hai provato a pianificare, ma allenarsi sulla routine può abbassare il margine di errore”.
Alan van der Merwe, il pilota che era alla guida della Medical Car, ha poi rivelato: “se fossimo arrivati 5 secondi dopo o Ian avesse impiegato 5 secondi in più a decidere come intervenire, il destino di Grosjean sarebbe potuto essere molto diverso”.
