Inchiesta cessione Milan – Marina Berlusconi fa nomi e cognomi: “l’antiberlusconismo vi acceca. Vero De Benedetti?”

Inchiesta sulla cessione Milan che adesso fa registrare il contrattacco della famiglia Berlusconi: la figlia Marina, presidente Mediaset, attacca pesantemente De Benedetti

LaPresse/Piero Cruciatti

Una giornata decisamente intensa in casa Berlusconi. Dalla notizia pubblicata stamane da alcuni quotidiani che parlavano di un’inchiesta da parte della Procura di Milano sulla cessione a ‘prezzi gonfiati’ del Milan (e dunque accuse di riciclaggio per Silvio Berlusconi), alla smentita arrivata direttamente dal procuratore capo della Procura di Milano Greco che ha smentito qualsiasi procedimento penale. E adesso la controreplica che arriva – attraverso un comunicato ufficiale – da Marina Berlusconi, figlia di Silvio, e presidente Mediaset. Questo il testo della nota:

“Il tempo sembra passare invano per certi metodi di intendere lo scontro politico e per chi di questi metodi da vent’anni è ostinato protagonista. La falsificazione di cui stamane si sono resi responsabili due quotidiani controllati dal gruppo De Benedetti, “La Stampa” e “Il Secolo XIX”, lascia indignati ed esterrefatti per la sua gravità. In tutta la lunga e complessa trattativa per la vendita del Milan, la Fininvest si è comportata con la massima trasparenza e correttezza, come conferma la stessa Procura della Repubblica di Milano, avvalendosi della collaborazione di advisor finanziari e legali di livello internazionale. L’uscita dei due quotidiani, in piena campagna elettorale, l’enorme spazio e i toni riservati ad una notizia che era già stata segnalata come falsa e che falsa è stata confermata dalla Procura della Repubblica, non lasciano dubbi sulle reali intenzioni di questa operazione. Condotta peraltro, sarà un caso?, proprio nei giorni in cui Carlo De Benedetti è sulle prime pagine per presunte vicende di insider trading.“La Stampa” e il “Secolo XIX” stamane hanno davvero scritto una pessima pagina di giornalismo. Un giornalismo che, impegnato nella sacrosanta guerra contro le fake news, non merita di vedere la propria autorevolezza mortificata da chi, in redazione, utilizza notizie false per logiche di parte. L’antiberlusconismo acceca ancora fino a questo punto?”.