Dall’inno studiato prima del match alle… farfalle nello stomaco: così Ibrahimovic si è ripreso la Svezia

Zlatan Ibrahimovic è tornato a giocare con la Svezia dopo una lunga assenza, una serata speciale per il totem di Malmoe condita dall'assist per il gol vittoria di Claessen

Era l’uomo più atteso e non ha tradito. Zlatan Ibrahimovic ha messo il suo marchio sulla vittoria che la Svezia ha ottenuto contro la Georgia, piazzando l’assist decisivo per il gol di Viktor Claessen che ha deciso la sfida di qualificazione ai prossimi Mondiali di Qatar 2022.

Foto di Janerik Henriksson / Ansa

Un (nuovo) debutto coi fiocchi per il totem di Malmoe, riuscito a integrarsi immediatamente nella selezione del ct Andersson nonostante la sua lunga assenza. Ci ha messo poco Ibra per riprendersi tutto, tornando al centro del progetto in vista dell’imminente Europeo e dei Mondiali del prossimo anno, a cui lo svedese ha intenzione di partecipare.

Le farfalle nello stomaco

IbrahimovicUn nuovo esordio particolare per Zlatan Ibrahimovic, che aveva dimenticato le sensazioni regalate dalla maglia della Svezia. L’attaccante del Milan le ha provate nuovamente sulla propria pelle e anche… nello stomaco: “ho sentito le farfalle nello stomaco, nessuna pressione ma ero emozionato, è stato bello, una grande sensazione. È stata una partita complicata, ma ciò che conta è che ci siamo aiutati e abbiamo lottato tanto, tutti uniti. Ci è mancato qualcosa a livello di gioco, forse siamo stati troppo ‘rispettosi’ nei confronti della Georgia. Insomma, non è stata una partita facile. Ma abbiamo vinto e portiamo a casa tre punti“.

L’inno

Ibrahimovic
Foto di Jonas Ekstromer / Ansa

Non era mai successo che Ibrahimovic cantasse l’inno della Svezia prima di una partita, questa volta lo svedese ha sorpreso tutti, rispondendo presente alla richiesta del ct Andersson. Così, prima del fischio d’inizio, il numero 11 ha urlato “Du gamla, du fria”, “Tu vecchia, tu libera”, accogliendo l’invito del commissario tecnico: gli ho detto che dopo aver cantato a Sanremo avrebbe dovuto farlo anche con noi, perché è importante“. Detto e fatto, non prima però di una lunga sessione di studio: “ho dovuto studiarlo, l’ho imparato. È stato bello cantarlo. Se ho cantato bene? Insomma… chiedete a Isak che stava accanto a me. Il pubblico? Ci manca tanto, manca l’adrenalina, manca il cuore che ci mettono i tifosi. Sono abituato di giocare senza pubblico anche con il Milan, ce la faccio. Ma mi mancano i tifosi. Vogliamo avere il popolo svedese qui con noi, ci aiuta tanto“.

Nuovo re

Foto di Jonas Ekstromer / Ansa

A decidere Svezia-Georgia ci ha pensato Claessen, ma solo grazie ad un perfetto assist di Ibra nato quasi per caso: “Claesson era vicino a me, mi aveva appena chiamato dicendomi ‘sono dietro di te, Zlatan!’. Sapevo dove fosse, allora ho controllato il pallone col petto e l’ho passato indietro, così Viktor ha potuto segnare. Tutto qua. È stato molto emozionante tornare e ora dobbiamo continuare, possiamo solo migliorare stando più tempo insieme e conoscendoci di più“. Dal campo ai social il passo è breve per Ibra, che ha sfruttato il suo account Instagram per auto-proclamarsi ‘Re Carlo Gustavo XVII’, successore dell’attuale re svedese che porta il numero XVI. Il solito Ibra dunque, pronto a emozionarsi e a stuzzicare con la sua solita irriverenza, quella che mancava a questa Svezia per lanciare la sfida alle big: con questo Zlatan nel motore, anche gli scandinavi adesso fanno paura.