Il Guerin Sportivo nel cuore: Marino Bartoletti ricorda la sua speciale avventura nel famoso giornale sportivo 50 anni dopo il suo trasferimento a Milano, con un post commovente ed un cimelio unico. La sede della redazione in cui lavorava Bartoletti, che fu anche alla direzione del Guerin Sportivo, qualche mese fa fu rasa al suolo, ma il famoso giornalista italiano è riuscito a crearsi un cimelio speciale, con una maceria resa opera d’arte da Giorgio Serra.

“Col 2021 ricorrono cinquant’anni da quel 1971 in cui lasciai la mia piccola città per andare a Milano e coronare (o perlomeno verificare) il mio duplice sogno: quello di diventare giornalista e quello di crescere nella più formativa e fantasiosa scuola che esistesse, quella del Guerin Sportivo. Avevo poco più di vent’anni“, è questo l’esordio del commovente post di Marino Bartoletti.
“Mi accolse Gianni Brera, il direttore. Sollevò per un attimo lo sguardo dalla sua “Lettera 22” e mi disse: “Tel chi”. Che più o meno voleva dire: “Benvenuto ragazzino: adesso arrangiati”. Poi riprese a spingere i tasti con le sue ditone. Mai avrei pensato che un giorno sarei stato al suo posto, contribuendo in piccola parte alla crescita e all’affermazione di quella che resta nella storia come una delle più perfette, amate e innovative creature editoriali dell’editoria sportiva mondiale“.

“Come chi mi segue sa, la sede in cui poi diedi il meglio di me (assieme a una squadra irripetibile) qualche mese fa è stata rasa al suolo da ruspe pilotate dall’ingratitudine. Ora il giornale, anzi tutta la Casa Editrice è altrove. Grande rispetto (e amicizia) per chi ne regge la bandiera: ma ho la sensazione che l’agonismo libertario che si respirava sotto quelle macerie non sia riproducibile. Prima che tutto venisse spazzato via ho raccolto un mattone superstite di quello scempio. E l’ho affidato a un grande artista, Giorgio Serra (che come me ha vissuto quel dolore). L’ha trasformato in un’opera d’arte. Nella quale non è difficile scorgere la presenza di una lacrima: che, da sola, rende inutili le parole. E liofilizza ciò che provo“, ha concluso Bartoletti.
La storia del Guerin Sportivo
Il Guerin Sportivo nasceva il 4 gennaio 1912, a Torino: a fondarlo furono Giulio Corradino Corradini, Ermete Della Guardia, Maio Nicola, Alfredo Cocchi, Giuseppe Ambrosini e Nino Salvaneschi. L’idea è venuta a Corradini, quando durante una trasferta a Parigi, venendo a contatto con testate sportive francesi, si rese conto di alcune differenze con l’Italia: così, coinvolgendo un gruppo di amici e collaboratori, a dicembre 1911 Corradini completò il primo numero del giornale, mandato in stampa a gennaio dell’anno seguente.
“Un giornale sportivo con caricature anziché fotografie, con idee anziché aggettivi, con secche verità anziché iperboli e pietosi eufemismi. Un giornale leggibile da tutti, e da capo a fondo; senza pretese ma battagliero e divertente, con articoli polemici e brillanti“, era questo lo spirito del nuovo giornale.
Il nome
Ad ispirare Corradini per il nome del nuovo giornale fu l’opera di Andrea da Barberino, il Guerrin Meschino, che influenzò anche il logo creato dal caricaturista Eugenio Colmo che rappresenta un cavaliere del Medioevo pronto a scagliare una lancia che ha però la forma di una penna stilografica.
Il Guerin Sportivo negli anni
Il Guerin Sportivo ebbe un’importante evoluzione nel corso degli anni: fino al 1915 era caratterizzato da 4-6 pagine e con la Grande Guerra è stato costretto ad un blackout lungo 4 anni. Corradini però non aveva intenzione di mollare e continuò a portare avanti la sua idea, facendo diventare il Guerin Sportivo uno dei giornali sportivi più autorevoli a livello Nazionale. Le caricature del vignettista Carlin fecero prendere al Guerin Sportivo una precisa linea editoriale, fatta non solo di curiosità, ma anche di polemica, ironia ed umorismo. Una linea editoriale che colpì persino Papa Paolo VI.
Il Trasferimento
Nel 1945 il Guerin Sportivo cambiò sede, trasferendosi a Milano e fu il conte Alberto Rognoni a prenderne le redini. Fondatore del Cesena e presidente a soli 20 anni, Rognoni decise di prendere come collaboratore fisso Gianni Brera, che nel 1967 divenne direttore della rivista, fino al 1973.
Con l’acquisto da parte di Luciano Conti il giornale si trasferì a San Lazzaro di Savena entrando a far parte della Conti Editore: il Guerin Sportivo cambiò formula editoriale diventando una vera e propria rivista, privilegiando foto e tuffandosi anche nel calcio internazionale. Tante le firme prestigiose che di lì in poi scrissero nel Guerin Sportivo: da Bortolotti a Fusco, passando per Montanelli, Mura, Sconcerti e Tosatti. Col Mondiale 1982 il Guerin Sportivo superò le 300 mila vendite.
Il Guerin Sportivo moderno
Negli anni successivi il Guerin Sportivo subì ulteriori cambiamenti: dalla metà degli anni ’90 piano piano scomparvero discipline come ciclismo, pallavolo, basket e altri sport minori. Con la direzione di Matteo Marani, da gennaio 2010, il Guerin Sportivo è diventato un giornale mensile, adattandosi anche all’evoluzione tecnologica e digitale, con una versione web. A marzo 2016 la redazione si sposta a Roma e ritrova il logo storico, in versione stilizzata
