Lo scorso primo giugno a Balocco, il CEO di Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne, ha svelato il futuro piano industriale del Gruppo fino al 2022. L’indiscutibile successo di Marchionne è stato l’azzeramento del debito previsto per la fine di giugno, a cui si aggiunge un investimento di ben 45 miliardi di dollari. Purtroppo, il manager italo-canadese ha lasciato ben poche rassicurazioni per il futuro produttivo degli stabilimenti italiani di FCA.
Nel prossimo futuro Marchionne punterà molto sui SUV, in particolare per i brand Jeep, Alfa Romeo e Maserati, mentre il marchio Fiat vedrà diminuire l’offerta dei suoi modelli. alla recente uscita di scena della Punto, seguirà anche quella della Tipo, mentre dovrebbero continuare ad essere proposte la Panda e le varie versioni della 500.
A balocco si è parlato pochissimo del futuro occupazionale degli stabilimenti italiani, l’unico dato diffuso è stato quello relativo alla piena occupazione prevista per il 2022. Purtroppo però non si è parlato dell’attuale situazione in cui versano i tantissimi operai cassaintegrati o con contratto di solidarietà degli impianti di Pomigliano e Mirafiori, la cui condizione si fa ogni giorno più difficile da sostenere.
