La Ferrari non ci sta e passa alla controffensiva. La scuderia di Maranello ha deciso di presentare un’istanza di revisione alla FIA in merito alla penalizzazione inflitta a Sebastian Vettel in Canada. Il pilota tedesco era stato punito con 5 secondi di penalità in seguito ad una particolare manovra giudicata irregolare, ma apparentemente involontaria: penalità che gli è costata la retrocessione al secondo posto nel Gp di Montreal, vinto in pista.

La Ferrari ha deciso di avvalersi dell’articolo 14.1.1 del Codice Sportivo Internazionale che le permette di presentare nuovi elementi finalizzati a dimostrare la regolarità della manovra di Vettel, finalizzata unicamente ad evitare l’impatto con le protezioni. Nuove prove che, all’epoca dei fatti, nei soli 12 minuti che i commissari di gara hanno impiegato per prendere la loro decisione su Vettel in Canada, non potevano essere state prese in considerazione.
Le nuove immagini ottenute dalla F1, in particolar modo le ‘face camera’, e l’analisi della telemetria potrebbero cambiare la prospettiva di quanto accaduto: da tali frame si nota come la doppia sterzata a destra di Vettel non ci sia stata ma, invece, il tedesco abbia solo controsterzato quando le ruote posteriori della Ferrari, presenti ancora sull’erba, abbiano rischiato di fargli perdere il controllo della monoposto. Uscendo di pista inoltre, Vettel avrebbe perso 2 secondi su Hamilton, dunque non avrebbe tratto alcun vantaggio dalla manovra.

Senza contare che Vettel sarebbe entrato in pista seguendo la traiettoria ideale, restando anche più a sinistra dei giri precedenti, dunque non ostacolando Hamilton come fece ad esempio Verstappen con Raikkonen allargando la traiettoria a Suzuka 2018. Per concludere, la decisione dei commissari sarebbe contraria alla giurisprudenza introdotta dalle delibere del 2016 che hanno stabilito che i piloti possono essere puniti solo in caso di atto deliberato.
Prove importanti che potrebbero capovolgere l’esito del giudizio dei commissari già nella giornata di giovedì.
