F1, Angelo Sticchi Damiani lancia l’allarme: il Gp di Monza rischia di uscire dal calendario

Il presidente dell'ACI ha si è soffermato sul futuro del Gp di Monza, sottolineando come rischi di uscire dal calendario di Formula 1

Il Gp di Monza rischia di scomparire dal calendario di Formula 1, questo per colpa delle ingenti richieste avanzate dai promoter di Formula 1 per mantenere nel circus la corsa italiana.

carey
Photo4 / LaPresse

Intervenuto da Nuova Delhi ai microfoni dell’Adnkronos, Angelo Sticchi Damiani ha messo le cose in chiaro: “il costo del contributo che si paga ogni anno a Liberty Media è mediamente molto alto, è veramente difficile immaginare, nel caso nostro del Gp di Monza, che nel 2019 ha avuto un costo di 24 milioni di dollari che è una cifra enorme, si possa continuare a sostenere” l’allarme del presidente dell’Aci, da Nuova Delhi. “Con Monza facemmo un sacrificio per tre anni, perché volevamo arrivare a trovare una soluzione, ma oggi a bocce ferme non è pensabile questo ragionamento e il problema riguarda non solo noi ma tutti i Gran Premi“. Chiaro il riferimento al documento firmato da 16 organizzatori (mancavano Cina e Messico), nel quale hanno espresso il proprio malessere nei confronti dei proprietari della F1: “le richieste di Liberty Media sono troppo vicine a queste ultime e sono purtroppo in aumento, ma così non è possibile. L’Aci, continuo a ripetere, farà la sua parte, si assume la responsabilità che le è stata delegata dalla legge stabilita 2013, si rende perfettamente conto dell’importanza del ruolo che svolge come Federazione sportiva, ma tutto questo deve essere mediato e deve avere una possibilità di una sostenibilità economica che altrimenti metterebbe veramente in difficoltà l’Aci stesso. La presidenza della Regione Lombardia, il presidente Attilio Fontana, come Roberto Maroni prima di lui, hanno fatto un passo importante e determinante. Senza l’appoggio della Regione Lombardia non so se l’Aci da sola avrebbe avuto 5 milioni di euro in più da impegnare e anche dal punto di vista politico avrebbe affrontato questo sforzo, quindi la Regione è fondamentale ma rimane il fatto che quest’anno andiamo incontro ad un deficit che abbiamo ipotizzato nel nostro budget essere di 14 milioni di euro, una cifra enorme“.

ecclestone
photo4/Lapresse

Coinvolto nella situazione c’è anche il Governo, ma Sticchi Damiani sottolinea: “il Governo nazionale non può fare di più di quello che fa sostenendo le nostre ragioni, sarebbe un aiuto di Stato. Noi ci sentiamo appoggiati da questo Governo e sappiamo e che ci segue con attenzione come la Regione. Dobbiamo convincere i promoter che Monza ha un valore nel mondiale di F1 insostituibile e noi ci teniamo che sia riconosciuto. Questa è una trattative fatta in un momento di maggiore serenità rispetto a quando tre anni fa abbiamo firmato l’accordo con Ecclestone, in cui bisognava assolutamente superare quella fase per non affogare. Ricordo ancora che siamo partiti da una richiesta di 28,5 milioni all’anno e siamo riusciti a scendere a 22-22-24 milioni, ma era una situazione ponte che non può essere così penalizzante per l’Italia. Io non sono andato a Londra ma quando sarà il momento, sarà perché ci sono le premesse. Il documento contro Liberty? E’ stato sottoscritto da 16 organizzatori di Gran Premi di F1, e consiste in una richiesta di maggiore attenzione nei confronti degli organizzatori dei Gp, con la richiesta di riconsiderare certe scelte come il ricorso alla tv a pagamento, logica per i promoter ma che agli organizzatori toglie non solo visibilità e non accontenta gli appassionati in Italia e nel mondo ma che non dà la possibilità di coinvolge sponsor locali. C’è una questione mediatica e una commerciale. L’anno scorso per altro abbiamo avuto una trasmissione in chiaro del Gp di Monza. Il voler gestire il rapporto ‘one to one’, che era nelle corde di Bernie Ecclestone, è un modo efficace di discutere caso per caso, ma ci sono delle problematiche abbastanza comuni a tutti che era giusto racchiudere in un documento“.