F1, a tutto Brawn: “la Ferrari deve capire che servono compromessi. Hamilton? Non è come Schumi, se lo chiami di notte…”

Il responsabile motorsport di Liberty Media ha parlato della situazione che si vive in questo momento in Formula 1, analizzando vari temi

Ama il calcio e la pesca, ma la sua passione non può che essere la Formula 1. Ross Brawn è concentrato in questo periodo a definire con tutte le scuderie il Piccadilly Agreement, un accordo che tra due anni dovrà mettere tutti d’accordo sulle nuove regole del circus.

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Un lavoro certosino e complicato, considerando che sono dieci gli interlocutori con cui avere a che fare: “le discussioni per ora restano private, parliamo con i team uno a uno. Ma abbiamo fatto progressi enormi. Lavoriamo su due aree, tecnica e sportiva, oltre a quella finanziaria. Usiamo due leve: il controllo dei costi e le regole, vogliamo introdurre parti standard per ridurre le spese. Non daremo ultimatum a nessuno e non avremo scadenze prestabilite” le parole di Ross Brawn alla Gazzetta dello Sport. “Se dividiamo meglio le risorse avremo di sicuro una F.1 più equilibrata. Adesso c’è troppa disparità tra top team e resto del gruppo. Ma dobbiamo riconoscere la storia e i meriti della Ferrari, le altre scuderie devono accettarlo. A sua volta Maranello deve capire che serve un compromesso. Ma il management è cambiato e sono ottimista: un accordo arriverà“.

binotto vettel
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Il discorso poi passa sul Mondiale 2019, pronto ad iniziare tra una settimana con il Gp d’Australia: “i test hanno detto che la Ferrari è andata forte, ma è stata poco affidabile, ha passato troppo tempo in garage. Binotto è un ingegnere calmo e non emotivo, sono sicuro che farà bene. La Mercedes sa cosa fare per recuperare, la Honda sulla Red Bull va seguita perchè ha fatto un bel salto in avanti. Vettel è tra i favoriti per la vittoria del titolo, ma dipende sempre dalla monoposto anche se lui resta un gran pilota. Contano anche le dinamiche dentro la squadra, l’anno scorso l’ambiente non era quello giusto per lui. Leclerc? Oggi tra i giovani è il numero uno. Gente in Ferrari mi ha detto che ha avuto un approccio impressionante nei test. Con Vettel sarà un bel duello e non sono convinto che sarà facile per Sebastian”.

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Per un ingegnere che ha lavorato con Schumacher, non è difficile stilare un paragone con l’attuale Hamilton: “è gente che pensa solo a vincere, sempre concentrata e ‘affamata’. Con una differenza: se chiamavi Michael a mezzanotte per dirgli che doveva guidare in un test lui ti rispondeva subito: ‘Quando?’. Lewis forse non direbbe così. Per il bene dell’attuale Formula 1, l’importante è che ci sia una lotta serrata fino all’ultima gara. Poi è chiaro che i grandi creano più attenzione, ma Verstappen sta facendo molti progressi. Nel 2018, a parte l’episodio in Brasile, ha mostrato grande maturità. Spero possa lottare per il titolo. Mick Schumacher? Lo conosco da quando era piccolo, è molto determinato. Mi ha colpito vedere com’è diventato competitivo in F.3 e come sia veloce in F.2. A volte lo guardo e mi sembra di vedere Michael. Spero solo che la gente non abbia aspettative eccessive, pensando al padre“.