F1, le rivelazioni di Ricciardo: tutti i retroscena dell’addio alla Red Bull raccontati dall’australiano

Il driver di Perth ha svelato i motivi che lo hanno spinto a non rinnovare con la Red Bull, trasferendosi così alla Renault

Il mancato rinnovo di Ricciardo con la Red Bull aveva spinto numerose scuderie ad iscriversi all’asta per lui, vinta poi con astuzia dalla Renault. Niente da fare invece per la McLaren, arrivata addirittura ad incontrare per ben due volte l’australiano, prima di vedersi rifiutare l’offerta per colpa del basso livello tecnico della propria monoposto.

Erano queste le uniche alternative del driver di Perth, che ha raccontato a Racer.com i motivi del suo addio alla Red Bull: “non è stato un processo facile quello che ho attraversato all’inizio dell’estate fino alla decisione di lasciare la Red Bull per approdare alla RenaultIo inizialmente volevo un annuale, mentre la Red Bull non era disposta ad offrirmi un accordo inferiore al biennale. Non volevo legarmi alla Red Bull per due anni perché temevo di rimpiangere questa scelta nel caso in cui la Honda avesse deluso le aspettative. Poi, però, ho iniziato a realizzare che nemmeno io volevo firmare un annuale, perché mi sarei ritrovato nella stessa situazione dodici mesi dopo, ovvero di nuovo costretto a negoziare per stabilire il mio futuro in Formula 1. Alla fine ho capito che avevo bisogno di qualcosa di nuovo, di spezzare la mia routine all’interno della circus. La mia scelta è stata fatta al 50% guardando alle prestazioni e al 50% cercando di ascoltare me stesso. Mi erano rimaste come alternative restare in Red Bull, andare in Renault oppure in McLaren. Ho scelto la Renault perché avevo bisogno di nuove sfide ed è la squadra che ha potuto offrirmi le migliori garanzie tecniche”.