Bernie Ecclestone quando parla non è mai banale e, anche nella sua ultima intervista al ‘Giornale’, ha raccontato numerosi aneddoti e retroscena relativi alla sua esperienza nel circus.

Da quanto ha lasciato il ponte di comando a Liberty Media non ha mai smesso di criticare l’operato di Carey e soci, come avvenuto anche stavolta riguardo il budget cap: “qualcuno mi vorrebbe di nuovo al comando, ma non mi avranno. Credo che il budget cap sia un po’ stupido, limitare le spese a 140-150 milioni è da matti, sono cifre che spende un team medio. In Formula 1 ci sono sempre stati team ricchi e team senza soldi. Mi ricordo che quando gestivo la Brabham, non eravamo certo un team ricco, la Ferrari ha sempre avuto un budget tre, quattro volte più grande del nostro o di quello della Lotus. Di mondiali ne abbiamo vinti un po’, sia noi che la Lotus. Potevamo vincere tutti, oggi è diverso”.
Ecclestone poi ha corretto il tiro su Binotto, dal momento che molti lo avevano considerato un detrattore del tram principal della Ferrari: “non ho parlato male di lui. Ho solo detto che è un super, super ingegnere in Ferrari da tantissimo tempo e che conosce tutto della Ferrari. Ma è una cosa differente essere ingegnere e essere team principal. Un manager deve essere spietato per raggiungere i suoi obbiettivi. E invece credo che lui sia molto sensibile e davvero una brava persona. Ma per fare quel lavoro ci vuole gente come Todt o Wolff, caratteri diversi. Ho sempre pensato che Flavio sarebbe stato la persona giusta per la Ferrari. Se Flavio vede qualcuno bravo in un’ altra squadra se lo prende. Non so se Binotto farebbe lo stesso, dovendo lasciare a casa uno dei suoi, tuttavia il suo lavoro a Maranello non è assolutamente da buttare”.
L’ex boss del circus poi ha rivelato il suo pensiero sui titoli mondiali di Schumacher: “se Ayrton Senna fosse sopravvissuto avrebbe vinto molti più campionati di quelli che ha vinto e forse Michael ne avrebbe vinti meno. Michael era un po’ arrogante, pensava sempre di essere meglio lui della macchina e non conosceva i limiti, però diciamo che eri sicuro che avrebbe portato a termine il lavoro che gli avevi dato da svolgere. Hamilton ha molto talento, ma anche la macchina e il team migliore dalla sua. Un po’ come accadde con Michael. Ma se devi nominare i primi cinque piloti di sempre devi inserire Lewis tra di loro”.

