Il figlio ha appena firmato un contratto biennale con la Ferrari, una notizia importante che Sainz Sr ha accolto con gioia e felicità. Un traguardo importante per Carlos jr, pronto a tuffarsi in questa nuova avventura dopo l’ultimo anno con la McLaren.

Intanto, il vincitore dell’ultima Dakar ha parlato ai microfoni di Sky Sport: “per me è un orgoglio come padre, lui sta lavorando forte e segue il suo sogno. Essere ‘il padre di’ per me non è un problema. Ferrari? Lui lo vedo molto contento, ma non posso dire io quello che lui prova. Quando faceva kart non era semplice bilanciare impegni scolastici e gare. Per lui era difficile, ragazzi come Kvyat o De Vries facevano la scuola a distanza, mentre lui no. Ricordo che quando ha voluto iniziare a gareggiare, abbiamo parlato. Gli ho spiegato che non sarebbe stato facile e che avrebbe dovuto fare delle rinunce. In pista ho visto che faceva cose differenti e sorprendenti. Lui è un talento eccezionale, io ho provato ad aiutarlo, sapendo che il nome a volte aiuta e a volte no. Ha sorpreso in McLaren e farà lo stesso con i tifosi della Ferrari“.
Per quanto riguarda la propria carriera, Sainz Sr ha ammesso: “rappresentare la Spagna è un orgoglio per me, alla mia epoca il motorsport non era così conosciuto, non c’era un pilota di rally. In Spagna con me e i campionati che ho vinto si è iniziato a parlare di rally e di motorsport. Poi l’arrivo di Alonso in F1 con i suoi due titoli è stato un ulteriore step. Nella Dakar volevo essere il primo spagnolo a vincere e ci sono riuscito. Il titolo perso nel ’98? Vederlo sfumare a 300 metri dal traguardo dopo aver fatto attenzione per tre giorni è stato difficile da accettare, ma lo sport è così. A volte dà e altre toglie. Il momento più duro è quando stai per partire e qualcuno ti dice che altri hanno avuto incidenti gravi in gara”.

