Taglio con il passato, nasce la Ferrari di Binotto: saltano due teste nell’organigramma del Cavallino

Il team principal della Ferrari ha dato inizio ad una piccola rivoluzione interna, mandando via alcuni tecnici e sostituendoli con nuove leve

Il tempo stringe, la Ferrari ha bisogno urgentemente di un’inversione di rotta. Il Mondiale 2019 sembra ormai esser perduto, le sei vittorie della Mercedes nelle prime sei gare hanno già indirizzato il campionato, lanciando il team di Brackley verso l’ennesima doppietta Piloti-Costruttori.

Photo4/LaPresse

Mattia Binotto ha quindi deciso di prendere in mano la situazione, tagliando con il passato e dando il via ad una rivoluzione che avrà l’obiettivo di riportare il Cavallino sul tetto del mondo. Il team principal ha già dato il benservito a Giacomo Tortora, impegnato nel reparto simulazione della Ferrari, e ad Alessandro Cinelli, responsabile del gruppo di valutazione delle performance aerodinamiche, costretto a lasciare Maranello dopo ben 17 anni. Niente più promozioni delle seconde linee però come piaceva a Marchionne, Binotto ha scelto di affidarsi a uomini esterni, la maggior parte provenienti dalla Red Bull. Niente nomi di grido, ma gente esperta che sa il fatto proprio. Tra questi Marco Adurno, cresciuto in Red Bull Technology come capo del gruppo che si occupava di analisi dei dati e simulazione. Insieme all’ingegnere italiano lavorerà anche Peter Mlinaric, già a Maranello da un anno e impegnato a dare nuovo impulso al reparto CFD e alle nuove tecnologie. Una strada nuova e accidentata, che Binotto ha deciso di seguire sprezzante del pericolo: il vento è cambiato a Maranello, l’unica speranza è che permetta alla Ferrari di veleggiare verso la vittoria.

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