Dopo la presentazione della nuova W10, lo scorso 13 febbraio, i tifosi della scuderia tedesca trepidano in vista dell’inizio del campionato del mondo 2019 di Formula Uno, che potrebbe regalargli altre grandi soddisfazioni. Dopo i trionfi targati 2018, il team diretto rivale della Ferrari punta in alto. L’obiettivo della Mercedes è chiaro nelle parole di James Allison, direttore tecnico della scuderia.

“Il lavoro sulla W10 è iniziato alla fine del 2017. Quello è il periodo in cui è stato fatto il primo meeting riguardo il nuovo telaio, ma anche su come sarebbe dovuto cambiare il nuovo motore e quali obiettivi porre dal punto di vista tecnico al progetto. – ha spiegato Allison a Motorsport.it – Quello è stato il momento in cui abbiamo pianificato l’avvio del progetto e le risorse da impiegare per la nuova vettura e per lo sviluppo della monoposto 2018″.
“Il cambio di regolamento è sia un’opportunità che una minaccia. – ha aggiunto – E‘ un’opportunità perché devi essere veloce a cambiare registro e, se lo fai in una maniera positiva, puoi trarre vantaggio ed essere più performante dei team concorrenti che anche loro hanno dovuto intraprendere i medesimi cambiamenti. E’ anche una minaccia perché se non si è pronti ad affrontarlo e se non lo si fa nella maniera corretta puoi sicuramente soffrire a inizio stagione. Sono sempre entusiasmanti, perché quando avvengono si ha sempre quel senso di ansia addosso mentre pensi di non aver fatto abbastanza”.
“L’handling della W09 è stato un miglioramento molto importante rispetto alla W08. – ha anche precisato il direttore tecnico della Mercedes – Abbiamo cercato di trovare soluzioni per essere competitivi anche nelle piste in cui storicamente abbiamo fatto più fatica. Tuttavia, nonostante questi miglioramenti, non siamo riusciti a gestire bene e a preservare le performance delle gomme posteriori nel 2018. Abbiamo lavorato sodo sulle sospensioni e sulle caratteristiche aerodinamiche della monoposto per fare in modo che possa andare meglio nel 2019 sotto questo punto di vista. Speriamo che il lavoro fatto in quelle zone possa renderci più competitivi in tutte le fasi della gara e in ogni pista del calendario. Nonostante il peso minimo delle monoposto sia aumentato di 10 chili, è rimasta fondamentale la riduzione di peso. E’ una sfida vera sulle monoposto di questa generazione. Ogni componente è stata oggetto di analisi per cercare di ridurre peso. In alcune siamo riusciti a togliere mezzo chilo, in altri solo pochi grammi. Ma è stato un lavoro finalizzato al miglioramento delle prestazioni della monoposto. Sono chili utilizzati poi per questioni aerodinamiche, per trovare potenza nel motore e un funzionamento migliore delle sospensioni. Il tutto finalizzato a far diventare più prestazionale la W10″.
Sulla differenza tra la W10 e la vecchia monoposto Mercedes, poi Allison ha dichiarato: “la W10 mantiene lo stesso passo e l’architettura generale. Ma un’occhiata più approfondita rivelerà che l’esecuzione dei concetti dell’anno passato sono stati rifiniti. Ogni componente è stata ripensata per essere più estrema. Tutti questi cambiamenti permetteranno di avere vantaggi dal punto di vista delle performance aerodinamiche”.

“Non tanto ma, allo stesso tempo, in maniera molto approfondita. – ha detto Allison sul coinvolgimento dei piloti Mercedes nello sviluppo della nuova W10 – Non tanto perché nella post season Lewis e Valtteri dovevano ricaricare le batterie, riprendere le energie necessarie per un’altra battaglia molto intensa che si prospetta esserci anche nella prossima stagione. Dunque non sono stati fisicamente presenti in fabbrica per seguire i momenti della creazione della nuova monoposto. Ma, come dicevo, sono stati coinvolti in maniera approfondita perché dovremo correre 21 Gran Premi così come lo scorso anno. Nel 2018 i piloti, nel corso dei debrief, hanno dato indicazioni molto precise e preziose che ci hanno consentito di raccogliere informazioni e capire dove intervenire per risolvere alcuni nostri problemi. Sebbene ora le vetture siano piene di sensori, nulla batte le parole e le sensazioni dei piloti, perché loro sono al volante delle monoposto e loro sanno esattamente come si comporta la macchina. Non sono solo utili a migliorare l’assetto delle monoposto tra i vari turni del weekend, ma anche per avere informazioni molto utili per la progettazione della nuova macchina”.
