F1, Hamilton si racconta: “non credo che la nostra auto fosse la più veloce. Vettel? Ho la sensazione che a volte mi odi”

Lewis Hamilton ha raccontato le emozioni vissute nel duello con Vettel, svelando di conoscere i punti deboli del proprio avversario

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Una stagione esaltante, un duello maschio e ruvido che, alla fine, ha premiato Lewis Hamilton, consegnandogli il quarto titolo mondiale della sua storia. Una cavalcata pazzesca quella del britannico, riuscito dopo la sosta a ribaltare la classifica e a beffare uno sfortunato Sebastian Vettel. La prossima stagione sarà forse ancora più avvincente, Hamilton ci spera, coinvolgendo nella lotta anche Fernando Alonso:

Fernando, è un duro, la sua monoposto mi è sembrata fantastica in certi settori in Messico, e spero davvero che la McLaren possa avere un 2018 migliore, una motore competitivo ed anche una monoposto all’altezza, per il resto Fernando lo conosciamo” le parole di Hamilton riportate da Motorsport.com. “Ho apprezzato il nostro confronto, e spero che ce ne siano molti altri la prossima stagione. Quando presi la decisione di lasciare la McLaren molta gente aveva pensato che la mia scelta di puntare sulla Mercedes non fosse la migliore per la mia carriera. Ora sono passati degli anni, e credo che tutti abbiano cambiato opinione. Sono felice e orgoglioso della scelta fatta, ma anche di tutte le persone che mi hanno aiutato a realizzare questo sogno. Ogni titolo è stato difficile, ma in modo diverso. Adesso mi godrò un po’ questo mondiale, ma dopo inizierò ad aver voglia del numero cinque“.

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Il duello con Sebastian Vettel è stato senza dubbio il fil rouge dell’intera stagione di Formula 1, un confronto maschio e duro che, a volte, ha superato anche i limiti del consentito. Un esempio? La ruotata di Baku che ha raffreddato i rapporti tra i due:

La macchina Rossa, il mio colore preferito, una macchina sempre bella da vedere in pista ma non semplice da battere. Sono davvero orgoglioso di aver combattuto contro un avversario quattro volte campione del mondo, un pilota che ha una grandi capacità e che sa come vincere dei campionati. Sono cresciuto guardando la Formula 1, e i duelli come quello di quest’anno credo siano quelli che regalano emozioni. Il mio rapporto con Sebastian è ok. Non siamo due ventenni ma uomini adulti, e come accade nel tennis o nel golf, quando osservi i grandi campioni ti accorgi che la forza mentale è tutto. E’ la mente che controlla ciò che fai. Se penso a Sebastian, so cosa ha realizzato negli ultimi anni, so quanto sia coerente, so quali sono i suoi punti di forza e le sue debolezze. Così come conosco i punti di forza e quelli deboli della sua monoposto. Forse ci saranno dei momenti nei quali mi odia più di quello che ho la sensazione di fare io…. cerco di non avere alcuna negatività nella mia vita, non importa cosa viene scritto e ciò che la gente dice, sono riuscito a costruire questo tipo di barriera che mi permette di rimbalzare la negatività, perché sono convinto che l’amore e la positività conquistino tutto e tutti“.

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Messo da parte il dualismo con Vettel, Lewis Hamilton si è concentrato sulla lotta tra Ferrari e Mercedes, due top team che hanno acceso l’entusiasmo su un Mondiale che, negli ultimi anno, si stava afflosciando dietro il dominio delle Frecce d’Argento:

La nostra monoposto 2017 ha confermato grandi qualità, ma in generale la filosofia che abbiamo portato avanti negli ultimi anni ci ha portato ad enfatizzare alcune soluzioni che non si sono sposate al meglio con i nuovi regolamenti. Abbiamo perso un po’ di carico aerodinamico, ad esempio, ma alla fine è stato comunque un grande anno per come abbiamo reagito. Dopo il Gran Premio di Malesia ci siamo seduti intorno ad un tavolo ed abbiamo avuto il debrief più lungo che ricordi. E’ incredibile come i ragazzi del team ascoltino ogni singola osservazione, chiedano sempre maggiori informazioni, più numeri hanno e meglio è per loro. Ed io e Valtteri abbiamo lavorato al massimo per fornire le informazioni. Non credo che in generale abbiamo avuto a disposizione la migliore monoposto, ma credo che siamo stati la squadra migliore, riuscendo a venir fuori da momenti difficili. Per esempio, a Singapore eravamo certi che non avremmo raccolto nulla, ed invece è arrivato molto più di quanto avessimo sperato. C’è un lavoro incredibile dietro a un successo, e ovviamente senza un gran team non sarei dove sono“.