Il caso Suarez fa ancora discutere: l’uruguaiano è stato protagonista lo scorso settembre di un esame farsa, utile per ottenere il passaporto e poter essere tesserato dalla Juventus da comunitario.
L’inchiesta
E’ ancora in corso l’indagine della procura per accertare le responsabilità e fare chiarezza sulla vicenda. Al momento sono tra gli indagati alcuni docenti e funzionari dell’Università per stranieri ma anche la rettrice. Anche l’avvocato della Juventus, che si occupava della pratica per la cittadinanza di Suarez, Maria Turco risulta tra gli indagati, mentre Paratici ed il suo avvocato Chiappero, sono indagati per false dichiarazioni ai pm.
L’interrogatorio di Suarez

Questa mattina, “Repubblica” ha pubblicato alcune parti dell’interrogatorio del calciatore urugaiano. Il calciatore ha confermato che la professoressa Spina gli ha mandato un’email con un pdf, avvertendolo che quello sarebbe stato il testo per l’esame.
Le ha detto che doveva studiare specificatamente bene quel testo? “Ha detto che dovevo studiarlo bene perché quel testo poteva essere chiesto all’esame“, ha risposto Suarez.
Nell’interrogatorio, il calciatore uruguaiano racconta tutta la vicenda, sin dai primi contatti con la Juventus: “verso fine agosto, inizio settembre, ho ricevuto prima una chiamata da Nedved, poi da Paratici. All’inizio era soltanto per sapere se ero interessato alla trattativa. Dopo se n’è occupato il mio avvocato. Paratici mi disse che mi avevano contattato perché pensavano che avessi il passaporto italiano come mia moglie. Gli risposi che non lo avevo, avevo solo iniziato a fare la relativa pratica chiedendo tutti i certificati necessari nei Paesi in cui ho vissuto”.
Suarez ha poi raccontato di aver avvisato lui stesso la professoressa Spina:“Il mio avvocato aveva parlato con Paratici e aveva saputo che era difficile ottenere la cittadinanza. Allora ho deciso di proseguire comunque la pratica per ottenere il passaporto. Non ricordo la data esatta ma era durante le lezioni. Dopo ho detto a Spina che non sarei più venuto alla Juve”.
L’uruguaiano ha poi raccontato di aver parlato anche con la Juventus: “Paratici mi chiamò quando ero in aeroporto per dirmi che avevo fatto la scelta migliore per la mia famiglia. Due giorni dopo mi chiamò il presidente Agnelli per dirmi che era dispiaciuto che la trattativa non era andata a buon fine e mi ringraziava per quanto avevo fatto per facilitare la trattativa, anche forzando i rapporti con il Barcellona. Ho sentito Nedved per l’aspetto sportivo, Paratici e il presidente Agnelli, due o tre giorni dopo l’esame di lingua, che mi ha ringraziato per lo sforzo che avevo fatto per liberarmi dal Barcellona. Agnelli mi disse che con il calcio non si possono mai fare programmi certi. Con Agnelli non avevo parlato prima di allora”.
