A partire dal prossimo 1° luglio 2021, un calciatore potrà portare avanti parallelamente anche la carriera di arbitro. Si tratta di una novità epocale per il calcio italiano, approvata dal Consiglio della FIGC che ha modificato l’articolo 40 comma 1 delle NOIF (Norme Organizzative Interne della FIGC). La nuova norma dà la possibilità solo ed esclusivamente ai ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni di operare il doppio tesseramento calciatore-arbitro, a patto però che vengano soddisfatte due condizioni:
- Il tesseramento da calciatore deve avvenire per una società di LND o di Settore giovanile e scolastico;
- Il ragazzo in questione non può essere designato per dirigere partite dei gironi in cui sia presente il club di appartenenza;
Reazioni

Una novità accolta con piacere da Gabriele Gravina, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio: “questa modifiche rappresentano un’importante svolta nella progettazione di una nuova classe arbitrale, facendo compiere un passo verso il futuro al calcio italiano”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Alfredo Trentalange, presidente dell’Associazione Italiana Arbitri: “l‘idea di avere un arbitro che ha giocato a pallone è un salto culturale e in termini di competenze. In questo modo l’arbitro non sarà più visto come l’uomo nero, ma come un compagno di giochi: ne beneficeranno sia i direttori di gara che i calciatori. Credo che questa novità sia un bene per il calcio italiano, la federazione è stata lungimirante“.
