Un esordio facile, quello di Novak Djokovic, alle Olimpiadi di Tokyo. Il tennista serbo, numero 1 al mondo, ha battuto in due set, con un doppio 6-2, il rivale Hugo Dellien.
A mettere in difficoltà Djokovic, più che il suo avversario, sono state le difficili condizioni che hanno spinto il serbo a lamentarsi pubblicamente in conferenza stampa chiedendo l’intervento degli organizzatori.
“Sono le condizioni più dure in cui abbia mai giocato. Credo proprio che a nessuno piaccia giocare con un caldo e un umidità del genere, è dura per tutti. Mi aspettavo che le condizioni fossero complicate, ma quando vieni qui e le provi sulla tua pelle capisci che non sei mai preparato abbastanza. Sembrava che l’aria da respirare fosse assorbita dal campo. È stata dura, anche perché giocando a quest’ora, per come è fatto lo stadio, hai metà del campo in luce e metà del campo in ombra, e quindi non è facile vedere la palla nel migliore dei modi”, ha dichiarato il numero 1 al mondo, riferendosi, ovviamente al forte caldo di Tokyo, dove oggi Djokovic ha giocato con una temperatura di 33° e umidità di circa il 90%.

“Non capisco perché la ITF non sposti i match un po’ più tardi. Il mio è stato l’ultimo match sul campo centrale ed è finito alle cinque o giù di lì, quindi ci sono ancora due ore di luce del giorno e sul campo ci sono anche i riflettori, si può giocare fino a mezzanotte. Capisco che ci sia il coprifuoco, ma spero che la ITF capisca che così non va bene, oggi ci sono anche stati dei ritiri. Le Olimpiadi sono un’esperienza fantastica e non è giusto che finisca così. Quindi l’unica cosa da fare è collocare i match nel tardo pomeriggio o durante la sera. Noi giocatori non possiamo fare altro che prendere atto delle decisioni che vengono prese da altri, ma così non è facile giocare. Nel nostro sport ti capita spesso di giocare col caldo, succede magari in Australia o a Miami, ma parlando anche con qualche collega nello spogliatoio ho avuto la conferma che in molti la pensano come me, probabilmente non ho mai giocato in condizioni così toste”.

