Nella corsa all’acquisizione dei diritti tv della Serie A per il triennio 2021/2024, DAZN ha incassato l’appoggio di Javier Tebas, presidente della Liga che ha espresso il proprio punto di vista sull’offerta presentata dal broadcaster alla Lega italiana. Parole al miele quelle del numero 1 del campionato spagnolo, che ha addirittura spinto la Serie A a non lasciarsi scappare un’opportunità così allettante: “l’offerta di DAZN può portare la Serie A a riaprire un mercato competitivo che non si vedeva da tempo e gettare le basi per il futuro” le parole di Javier Tebas all’Ansa. “Lasciarsi scappare ora questa possibilità sarebbe incomprensibile e rischierebbe di far rimanere la Serie A e il calcio italiano nel passato, in una posizione di netto svantaggio rispetto allo sviluppo che stiamo vedendo nel panorama Europeo“.
Progetto a lungo termine

Javier Tebas poi ha proseguito nella sua analisi: “in tutti i mercati in cui le grandi aziende di telecomunicazione si sono interessate al mondo del calcio i benefici sono stati evidenti sia in termini di profitto che di sviluppo futuro. Il loro impegno ha permesso ai club di concentrarsi su un progetto di ampio respiro liberandole dall’incognita del breve termine. Questo lo si è visto e lo si sta ancora vedendo un po’ ovunque in Europa, dalla Spagna alla Germania all’Inghilterra dove i campionati sono forti e i Club sempre più importanti. Le OTT rappresentano il futuro, portando avanti un percorso di innovazione e modernità di cui ormai non è più possibile fare a meno. Viviamo momenti in Europa dove le grandi OTT dell’intrattenimento stringono accordi con le telco, vedi Disney, Netflix, etc”.
La tv satellitare ha fatto il suo tempo
Infine, Javier Tebas ha sottolineato come ormai la tv satellitare abbia fatto il suo tempo: “il momento è ora perché chi adesso non riesce a comprendere il momento che stiamo vivendo si perderà la fase di crescita del calcio. Il mondo della TV satellitare ha fatto il suo tempo, non è più il modello su cui costruire. Andare in questa direzione, secondo me, sarebbe pericoloso perché il futuro ora sono le OTT in partnership con le telco e, probabilmente, in 7/10 anni ancora più integrate“.

