La bagarre legata ai Diritti Tv, volge verso una conclusione davvero assurda. La “trattativa” è stata serrata, una partita giocata tra grandi multinazionali, leghe, federazioni e grossi imprenditori, senza tener conto di coloro i quali poi dovrebbero usufruire del prodotto, i poveri tifosi, costretti ad assistere a tutto ciò inermi. Ognuno fa i suoi interessi, nessuno fa gli interessi dell’utente. Dunque, tirando un po’ le somme, esistono 3 pacchetti tutti differenti che le varie tv possono acquistare per poi rivendere, ad una condizione però: nessun operatore può acquistare tutti e tre i pacchetti. Ergo, nessuno avrà tutte le gare della Serie A. I tifosi sono già indignati. Ma non è tutto, il bando vieta di mostrare gli highlights delle gare in chiaro prima delle ore 22 di domenica, dunque addio a programmi quali “90′ minuto”. Il bando è a dir poco penalizzante per i poveri tifosi, resta però una piccola speranza. Vale a dire quella che prevede un accordo commerciale tra due diverse tv che si aggiudicheranno i pacchetti. Due diversi operatori potrebbero infatti accordarsi in modo da offrire un pacchetto ‘completo’, ma questa è un’ipotesi ancora ben lontana dall’essere realizzata.
Ma non è tutto. I pacchetti saranno divisi per fasce orarie inoltre, e non più per squadre. Dunque, facendo un’ipotesi, gli utenti saranno costretti ad abbonarsi al pacchetto delle gare delle 15 di domenica e delle 18 di sabato, in maniera fissa. Non potranno più (come un tempo) abbonarsi alla propria squadra del cuore. Insomma, un caos totale. Chiariamo un punto, il concetto di “pagare per vedere cammello” è correttissimo, ma fare due abbonamenti differenti a costi spropositati per seguire la squadra del cuore sembra eccessivo. La speranza è riposta in accordi commerciali che a posteriori potrebbero andare in porto. Come al solito a pagare saranno i tifosi… in tutti i sensi.
