NEL LUNA PARK DI BORGHI LE ATTRAZIONI SONO I GRANDI CAMPIONI
“Borghi Luna Park” non è il nome di un parco divertimenti, anche se d’intrattenimento ne promette parecchio, ma di una serie di contenuti realizzati da DAZN con a capo un narratore d’eccezione: Stefano Borghi, che metterà in campo tutta la sua esperienza da giornalista sportivo e commentatore per coinvolgere gli amanti del pallone attraverso i due format “Borghi Land” ,dove racconta di giocatori e giocate memorabili partendo da un preciso momento, e “Stefano Borghi e i grandi 10“, dove i protagonisti sono sì i campioni con la maglia numero dieci, ma che in campo si sono dimostrati dei veri e propri numeri uno.
Moltissimi sono già gli appuntamenti in cui il giornalista ha accompagnato i tifosi alla scoperta delle icone calcistiche nazionali e internazionali. Ha fatto tornare in campo i grandi 10, da Baggio, Ronaldinho a Totti, e ha ripercorso, con il suo “Borghi Land”, i momenti magici, i retroscena e i segreti del mondo del pallone e dei suoi grandi interpreti e protagonisti.
E nel mirino del telecronista non poteva mancare Sarri e il contributo che ha lasciato al Napoli, conferendo alla squadra un’identità che ha saputo farsi riconoscere anche in Europa. L’esperienza sulla panchina azzurra non avrà portato i trofei desiderati ma è proprio intorno alla questione dei traguardi mancati che ruota l’affascinante percorso di Sarri che alle mensole vuote risponde con attacchi che gli avversari difficilmente dimenticheranno, come il gol di Koulibaly ai danni della Juve all’ultimo minuto della 34° giornata di campionato. Dallo scudetto mancato allo scudo formato dall’asse Insigne-Callejon, passando per il record di Maradona superato da Hamsik o alle 36 reti firmate da Higuain in un singolo campionato: in ognuno dei suoi giocatori Sarri ha saputo tirare fuori il meglio, lasciando che si esprimessero individualmente ma a beneficio dell’intera squadra. È per questo che nessuno dimenticherà il Napoli di Sarri, né i tifosi né le bandiere avversarie perché un calcio di qualità non può che piacere a tutti. La nuova puntata di “Borghi Land” dedicata a Sarri sarà disponibile in piattaforma dal 25 Maggio.
Stefano Borghi: “il mio mestiere è quello di raccontare partite e giocatori. Il calcio, le partite, sono fatte di momenti. Quindi, sono partito da un momento preciso che particolare che ha caratterizzato un gioco o un giocatore e ho usato quel momento per descrivere il giocatore e quello che è diventato. Ho usato un singolo momento per raccontare il personaggio nella sua totalità“.
LA VITTORIA PIÙ GRANDE DI INIESTA: SUPERARE LA DEPRESSIONE
Lo chiamano “l’illusionista” ma quando è davanti alle telecamere, Andrés Iniesta, è un uomo sincero: i trucchi li lascia per il campo da calcio che continua a dominare in Giappone dopo aver vinto tutto con la maglia del Barcellona e quella della nazionale spagnola. Sul suo curriculum, infatti, è possibile trovare campionati spagnoli, coppe del re, champions league, coppe del mondo e anche il primato di essere il primo calciatore spagnolo a vincere un Golden Foot Awards. L’unico rammarico può essere un pallone d’oro sfuggito nel 2010 quando arrivò secondo solo a Messi ma guardandosi indietro, Andrés Iniesta, può solo essere orgoglioso del patrimonio calcistico che non è ancora pronto a lasciare del tutto: “Ad oggi non riesco a pensare alla fine, sto vivendo questo periodo molto intensamente e me lo sto godendo tutto”, dichiara il capitano del Vissel Kobe alle telecamere della Liga dove durante l’intervista c’è spazio per parlare anche di vittorie che niente hanno a che vedere con il campo da calcio: alla fine del 2009, infatti, Iniesta è caduto in un profondo vortice di depressione a causa della perdita dell’amico e “collega” Dani Jarque, un dolore che è riuscito a superare con il tempo e grazie all’aiuto delle persone che ama. Un momento delicato che Iniesta decide di raccontare per fare un assist a chi ne ha bisogno e continuare ad ispirare come solo i grandi campioni sanno fare.
L’INTERVISTA AD ANDRÉS INIESTA
Andrés Iniesta: “Vorrei continuare a lavorare nel mondo del calcio. Come già detto alcune volte, mi piacerebbe diventare allenatore o comunque lavorare a stretto contatto con il campo da gioco. Ora l’idea mi piace e comincio a considerarla, mentre una volta nemmeno ci pensavo”.
Sul trasferimento in Giappone
“Il trasferimento in Giappone, dopo quello a Barcellona, ha rappresentato un grande cambiamento nella mia vita. A 12 anni mi sono trasferito da Fuentealbilla a Barcellona e a 34 da Barcellona sono andato in Giappone. Due trasferimenti simili per molti aspetti e due decisioni per nulla facili. La differenza è che prima ero un ragazzino e ora sono un uomo e un padre di famiglia, questo è stato un cambio importante non solo a livello sportivo ma anche familiare”.
Sulla depressione
“Ho raccontato di questo periodo della mia vita non per sembrare migliore ma perché sentivo di dover raccontare questa esperienza e l’ho fatto con naturalezza, parlando di un momento difficile che ho attraversato e spiegando come mi sentivo, senza la presunzione di voler sembrare un eroe, perché ognuno vive situazioni diverse. Ma indirettamente ho saputo dalla mia psicologa che molte persone si sono rivolte a lei dicendo che grazie alla mia storia hanno trovato il coraggio di chiedere aiuto e fare questo passo che non è per nulla semplice. Quindi una cosa che per me è stata naturale, indirettamente ha fatto del bene ad altri e questo è molto bello“.
Sulla “pensione”
“Ad oggi non riesco a pensare alla fine, sto vivendo questo periodo molto intensamente e me lo sto godendo tutto, ovviamente in modo diverso da come lo facevo prima perché il Barcellona e tutto ciò che lo circonda non ha nulla a che vedere con il Vissel Kobe. Ma sono molto contento, ho trovato una lega molto forte, positiva, e questo era quello che volevo perché dopo essere andato via dal Barça desideravo sentirmi ancora un giocatore e qui ho trovato quello che cercavo e me lo sto godendo“.
È IL MOMENTO DI SCALDARE I MOTORI, LA NASCAR TORNA LIVE
Il rombo delle vetture più amate d’America scalda l’atmosfera in attesa della stagione NASCAR 2020. Appuntamento su DAZN nella notte tra mercoledì 20 e giovedì 21 maggio (ore 00:00) con la Toyota 500 Darlington. Un contesto tutto nuovo che ha dovuto adattarsi alle disposizioni post Covid, come l’annullamento delle prove libere o delle qualifiche in favore di una griglia di partenza stabilita tramite sorteggio, ma non per questo disposto a rinunciare allo spettacolo che la competizione che in America è seconda solo al Super Bowl è in grado di regalare agli amanti dello sport. Non resta che allacciare le cinture e godersi la gara su uno dei circuiti più amati di sempre: “The Track Too Tough to Tame“.

