Il 16 luglio del 2014 Massimiliano Allegri viene presentato dalla Juventus come nuovo allenatore della squadra. Succede (nientedimeno!) a sua maestà: “mister Antonio Conte”, l’uomo che ha riportato la Juventus ai fasti e agli allori di un tempo; l’allenatore che con la sua rabbia e il suo carattere ha fatto sì che la Juve tornasse campione d’Italia e lo rimanesse per ben 3 volte di seguito. Allegri succede quindi a un vero e proprio “mito”. I commenti che seguono la sua “presa della panchina bianconera” sono unanimi, e tutti, indistintamente, negativi. Allegri non è l’uomo giusto. Non potrà mai esserlo. Allegri non è in grado di guidare una squadra abituata ad essere allenata e comandata da un generale battagliero come Conte. Detto. Fatto. Siamo arrivati al mese di maggio dell’anno 2015. Scaramanticamente, e toccando tutto il ferro a disposizione, la situazione della Juve appare molto (ma molto!) più rosea di quanto ogni tifoso si aspettasse in estate. Della serie: che i tifosi continuino a fare i tifosi, e i manager continuino a fare i manager. Alla Juve è così che va. E va bene.
Dal mito di Conte alla sfiducia in Allegri: la rivalsa della Juve e del suo allenatore
Dalle parole sfiduciate dei tifosi all'arrivo di Allegri alla bella stagione della Juve
