Mimmo Criscito cuore Genoa: “un onore essere capitano nell’anno del 125° compleanno e della tragedia del Ponte Morandi”

Mimmo Criscito è tornato al Genoa prendendosi la fascia di capitano dopo la sua lunga militanza allo Zenit di San Pietroburgo

Già essere capitano del Genoa è pazzesco, farlo nell’anno del 125° compleanno e nell’anno della tragedia del Ponte Morandi lo è ancora di più“. Esordisce così Mimmo Criscito, parlando a Radio24 del suo ritorno al Genoa. Un ritorno tanto voluto dal calciatore, il quale adesso ha ritrovato la sua serenità familiare in quel di Genova. La squadra è competitiva a detta di Criscito, la partenza in campionato è stata buona, 6 punti in tre gare giocate: “Il Genoa è un mix di giovani e vecchi, gruppo che da tutto, il 100 per centro in campo. Non sempre riusciamo, ma l’impegno c’è sempre e ci deve essere quando indossi questa maglia. Il Genoa è tutto, da ragazzino cantavo i cori della Nord, Castelletto mio angolo preferito della città“. Criscito ha ritrovato anche la Nazionale, con il cambio sulla panchina azzurra: “Maglia Nazionale è il massimo per un calciatore, siamo all’inizio di un ciclo e va dato tempo a mister Mancini. Con Mancini ottimo rapporto già a San Pietroburgo, in Nazionale mi ha chiamato perchè mi stima. Lo Zenit? Se posso consigliare di andare in Russia a qualcuno lo faccio, ho sentito Marchisio e gli ho consigliato di andare. E’ vero in Italia gli italiani hanno poco spazio, in Russia in 5 dovevano sempre giocare. Primo anno in Russia difficile per l’ambientazione soprattutto per mia moglie, poi ho conosciuto dei nuovi compagni e mi sono trovato molto ben a San Pietroburgo“. Adesso in quel di Genova di certo si troverà meglio capitan Criscito.