Coronavirus, il virologo Pregliasco schietto: “un lockdown sarebbe bello. Riapertura delle palestre? Un rischio”

Interrogato sul lockdown e sulla riapertura delle palestre, il virologo Pregliasco ha ammesso come una chiusura totale non sia socialmente applicabile

Hanno fatto molto rumore le parole di Walter Ricciardi, consigliere del ministro Speranza, che ha chiesto un immediato lockdown in Italia per limitare la diffusione dei contagi da Coronavirus. Una presa di posizione che non è piaciuta alla maggior parte degli italiani, gravati da una crisi economica terribile che rischia di mandarli sul lastrico.

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Foto di Etienne Laurent / Ansa

Sulla questione si è soffermato il virologo Fabrizio Pregliasco, che ha espresso il proprio punto di vista ai microfoni di Gazza Active: “domenica c’è stato l’ultimo dietrofront sullo sci che ha creato purtroppo polemiche, credo fosse qualcosa di necessario, perché quello che stiamo osservando adesso è una sostanziale continuità della presenza del virus, senza un abbassamento concreto del numero dei casi, e di casi complessi. Un fatto che inquieta. Dobbiamo capire quanto saranno importanti le varianti perché in poco tempo sono passate dall’uno per cento al 20 per cento dei casi riscontrati, e questo sappiamo che, anche in un ambito di palestre e di attività amatoriali, diventa un rischio“.

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Foto di Alessandro Di Meo / Ansa

Interrogato sulla possibilità di un nuovo lockdown in Italia, Pregliasco ha ammesso: “un lockdown sarebbe bello, perché è l’unico modo per abbassare il livello di incidenza sotto i 50 casi per 100mila abitanti, soglia sotto la quale si potrebbe recuperare il tracciamento, che ormai si fa poco, bloccando le catene di contagio a partire dai singoli casi individuati. Ma con queste colorazioni siamo comunque riusciti a mitigare i contagi. Un lockdown del resto è socialmente e politicamente non perseguibile. Bisogna cominciare a pensare a riaprire perché non si può andare avanti con chiusure che stanno devastando la psiche e il portafogli di molti. I ristori non saranno mai sufficienti per recuperare le perdite economiche. Però bisogna riaprire con grande attenzione“.

Ritorno in palestra

Foto di Ciro Fusco / Ansa

Per quanto riguarda la riapertura delle palestre, il virologo Pregliasco ha ammesso: “bisognerà davvero partire da opzioni di presenza uno a uno, o comunque di limitazione del numero di persone, perché poi è quello il rischio, sono le persone. Sicuramente esiste anche un contagio indiretto da strumenti contaminati, ma utilizzando buone procedure di igiene questo è gestibile. I luoghi più a rischio delle palestre, ovvero gli spogliatoi, resteranno chiusi. Ma anche in palestra bisognerà sempre mantenere almeno due metri di distanza, anche perché non sarà possibile indossare la mascherina facendo attività fisica. Per quanto riguarda i tappetini, sarebbe bene che ognuno portasse il proprio“.